Un tesoro in mostra nella casa di campagna

Sono testine di satiri, figure femminili fra partizioni architettoniche, scene mitologiche, rosette, elementi di cornice con ovuli e dentelli con tracce di colore e filamenti d'oro. Sono frammenti di stucco di epoca romana attaccati con una resina spessa e dura su lastre di plexiglas o infissi in piccoli supporti che sarà difficile rimuovere. Ora sono esposti così come sono stati trovati nella sede dei carabinieri di via Anicia. Facevano parte del singolare trofeo, conservato assieme a sculture, marmi, mosaici, anfore nella villa di Nazzano Romano di un imprenditore edile romano, un ingegnere. Le indagini sono partite da Santa Maria Capua Vetere, ma in Campania c’era la manovalanza, il cervello era a Roma. Ed è scattata l’operazione «Traiano» che ha visto insieme i carabinieri coordinati da Giovanni Nistri, polizia, ministeri della giustizia e beni culturali e ha portato all’incriminazione di due persone per ricettazione. Un reato che prevede anche dieci anni di reclusione. Purché il processo sia tempestivo, se no c’è la prescrizione. Un migliaio di frammenti di inestimabile valore, anche per la tecnica molto raffinata di esecuzione, rubato in corso di scavo nella zona di Arcinazzo Romano in due tempi. Una piccolissima parte nel ’99, l’altra nel 2002. Provengono dalla villa imperiale di Traiano (97-104 d.C.) che si trova a 800 metri proprio sotto il monte Altuino fra Affile e Subiaco. Il luogo ideale per un amante della caccia, come prova il ritrovamento di alcune fistule in bronzo col nome dell’imperatore. La villa, che si estende per cinque ettari con varie platee e terrazzamenti, è stata scavata solo nella parte inferiore di rappresentanza che aveva un triclinio absidato che prospettava su un giardino, mentre della zona interrata è stata fatta una mappatura tramite indagine elettromagnetica. Per il progetto richiama la villa tiburtina di Adriano tanto da far pensare che l’architetto sia quell’Apollodoro di Damasco cui si deve anche il Foro di Traiano. Una villa preziosa con marmi, pitture con filosofi, tripodi, elementi architettonici, da reggere il paragone con Villa Adriana o la Domus Flavia sul Palatino. E da studiare e proteggere.