Il Tesoro è ottimista sulla chiusura del 2006

Il disavanzo potrebbe essere inferiore ai 40 miliardi, grazie all’aumento delle entrate

da Milano

Il Tesoro dovrebbe chiudere il 2006 con un dato più che buono sul fabbisogno. Dicembre è un mese strutturalmente positivo per i conti pubblici e se i dati che saranno diffusi oggi confermeranno questa tendenza, il fabbisogno dell’intero anno non solo sarà migliore di quello del 2005, ma potrebbe scendere intorno ai 40 miliardi o addirittura sotto quella cifra. Il saldo che il ministero dell’Economia deve finanziare emettendo titoli di stato e pesando sul debito pubblico segnerebbe così una netta inversione di tendenza rispetto non solo ai 60 miliardi del 2005, ma anche in confronto ai quasi 50 miliardi dell’anno prima. La tendenza al calo del fabbisogno si è delineata fin dai primi mesi dell’anno ed è andata poi accentuandosi, in primo luogo grazie all’aumento del gettito fiscale. Un effetto della ripresa dell’economia che si è aggiunto al contenimento della spesa attraverso il razionamento dei pagamenti previsto dall’ultima Finanziaria Tremonti concordata con Bruxelles.
Già a novembre infatti il saldo cumulato sui primi 11 mesi dell'anno si è fermato a 56,5 miliardi, cifra da cui sottrarre il più che probabile avanzo atteso per oggi. E lo stesso ministro Tommaso Padoa-Schioppa a fine novembre aveva preannunciato che «sulla base dei dati disponibili non è escluso che il fabbisogno del settore statale possa risultare anche inferiore» ai 47,7 miliardi posti come obiettivo.