Il Tesoro può restare in Alitalia

da Milano

«Fino a quando il governo manterrà il suo approccio per cui chiunque acquisti Alitalia può cambiare tutto purché non cambi niente, rischia di finire preso a torte in faccia, nella migliore tradizione della commedia dell'Arte». È duro il giudizio del Financial Times su come il governo Prodi sta gestendo la vicenda Alitalia. Dopo che «diversi governi hanno tentato e fallito nell'impresa di risolvere i cronici problemi della compagnia aerea controllata dallo Stato», scrive Ft, tutti sono stati «impressionati» per la decisione dell'esecutivo guidato da Prodi di dismettere almeno il 30,1% delle azioni. «Ma non per molto - aggiunge il quotidiano - Quando il governo ha chiarito le sue posizioni affermando che chi compra il 30,1% deve fare un'offerta per l'intera compagnia, dare garanzie sui posti di lavoro, mantenere l'italianità e adempiere a un'altra serie di condizioni che rendono qualsiasi vendita impossibile, ha allontanato i principali candidati». Ft spiega che l'obbligo di Opa, ha allontanato i principali aspiranti, da Air France-Klm a De Benedetti e Colaninno. Stesso discorso per quanto riguarda Intesa-SanPaolo Imi: «Non operano nella beneficenza e si muoveranno solo se c'è una solida opportunità di investimento». La replica del presidente del Consiglio: «Abbiamo fatto una proposta molto seria al mercato, come Dio comanda, e accolta con serietà dagli operatori. E il governo non ha deciso se terrà una quota».