Il Tesoro rende il debito più leggero

All’asta di ieri i rendimenti di Bot e Ctz ai massimi degli ultimi tre anni

da Milano

Un altro rimborso anticipato, questa volta per circa tre miliardi di euro: così il Tesoro ha chiuso un anno davvero intenso nell’attività tesa ad alleggerire il peso del debito pubblico e a ridurne quindi l’incidenza sul Pil.
Il ministero di via XX Settembre ha portato a termine ieri le operazioni di riacquisto, cominciate giovedì scorso e proseguite il 23 e il 27, che hanno interessato sette emissioni di Cct e cinque di Btp per complessivi 2,958 miliardi. Il titolo che ha registrato il maggior importo nominale, pari a 500 milioni, è stato il Btp 1-2-2008.
Già durante il mese di ottobre, il Tesoro aveva ritirato dal mercato cinque Btp per un valore vicino ai tre miliardi; poi era stata la volta di Cct per altri tre miliardi, mentre buy back per 5 miliardi erano stati effettuati attingendo dalle eccedenze del Conto disponibilità presso Bankitalia. Quindi, a metà dicembre, il ministero aveva provveduto al rimborso a scadenza dei 4,773 miliardi dei Btp 15 giugno 2000-15 dicembre 2005, esaurendo i fondi incassati dalle privatizzazioni. Nel 2006, i proventi ottenuti dalle cessioni sul mercato di Eni, Enel e Finmeccanica potranno essere impiegati per continuare il processo di abbattimento del debito pubblico.
Nel complesso, durante l’anno in corso, il Tesoro ha provveduto a rimborsare quasi 18 miliardi di titoli di Stato. L’impegno finanziario è una risposta alle critiche di quanti avevano sottolineato come, per la prima volta dopo anni, il rapporto tra Pil e debito avesse ripreso a crescere. Sull’Italia, tra l’altro, pende la minaccia di un abbassamento del rating a lungo termine (attualmente fissato al livello AA-) da parte di Standard & Poor’s, che di recente ha chiesto al nostro Paese di mettere in atto una strategia finalizzata alla riduzione dell’indebitamento.
Nei giorni scorsi, il Tesoro ha ricordato che il debito pubblico italiano è più protetto a fronte di un aumento inatteso dei tassi di interesse. L’incremento di un punto avrebbe un impatto dello 0,2% sulla spesa per interessi il primo anno, dello 0,3% il secondo e dello 0,50% il terzo. Nel 2005 la spesa per interessi è scesa al 4,9% del Pil dal 5,1% dell’anno prima. I rendimenti lordi dei Bot a sei mesi e dei Ctz hanno intanto toccato ieri i massimi da gennaio 2003. I Bot semestrali sono stati collocati per 9,5 miliardi di euro con un rendimento lordo del 2,513% (2,437% a novembre). I Ctz a 24 mesi sono stati assegnati per 2,5 miliardi con un rendimento lordo del 2,78% (2,49% ad ottobre).