Il tesoro di Tanzi è un tesoruccio, ecco perché

Sulle prime il «tesoro» di Tanzi sembra notevole. Così alla elencazione delle opere, soprattutto di maestri europei, propostami dal Sole 24Ore, ho dato un’indicazione di valori nella convinzione che le opere fossero autentiche. Oggi, a un’analisi dettagliata, davanti alle fotografie, posso essere più preciso e indicare valori meno approssimativi. Non si tratta ancora di certezze perché non ho visionato gli originali. E del collezionista Tanzi, ricordo la passione per l’Ottocento italiano di cui non mi sembra siano state recuperate tutte le opere.
Senza dubbio di notevole importanza è il Ritratto di donna di Giuseppe De Nittis che può essere valutato fra i 500 e i 600mila euro. Altrettanto importante è il Ritratto di contadina del Favretto che può sfiorare gli 800mila euro. Valore di mercato buoni anche per l’Autoritratto di Antonio Ligabue, tra i 500 e i 700mila euro. Dei grandi maestri dell’Impressionismo se si esclude la Scogliera di Pourville di Monet, atteso che sia autentica, e che possa quindi corrispondere ai valori medi di mercato tra gli 8 e i 10 milioni di euro, Tanzi possedeva opere minori, pastelli, disegni, acquerelli. Una Ballerina di Degas, matita su carta, del valore di 150-200mila euro. Un acquerello di Cézanne 6-700mila euro, un pastello di Pizarro 200-250mila euro, una gouache su carta incollata su tela di Utrillo, 150-250mila euro. Un disegno di Modigliani 250-300mila euro. Un paesaggio, collage e tempera, di De Staël 80-100mila euro. Per i disegni di Severini, Marino Marini, e l’incisione di Grosz i valori oscillano tra i 50 e i 100mila euro.
Restano i Van Gogh, il Manet, i Gauguin e il Picasso. Quest’ultimo mi appare di dubbia autenticità ma, anche se originale, non supererebbe il milione di euro. Decisamente minori Il tronco e la Natura morta di Van Gogh, probabilmente non autentici e sui quali si gioca l’entità del «tesoro». Se autografi, infatti, potrebbero valere tra i 10 e i 15 milioni di euro. Ne vedo male la fotografia, ma non mi sembra autografa la Natura morta di Gauguin.
Insomma, una collezione modesta e velleitaria se si escludono gli artisti italiani le cui quotazioni restano comunque più basse rispetto a quelle dei maestri europei. Opere comprate più per avere il nome che una bella pittura. E, nella più ottimistica delle valutazioni, al di là dell’assenza di passione, il valore complessivo è di 19 milioni 880mila di euro. A meno che non risultino autentici i due Van Gogh, nel qual caso si potrebbe arrivare a 30-35 milioni. Ben lontani, comunque, da quei 100 milioni di cui si favoleggia.