Il Tesoro Usa spinge le Borse in su

La speranza che con il piano del
Tesoro statunitense per il salvataggio delle società
semipubbliche di garanzia sui mutui, Fannie Mae e Freddi Mac, si
vada verso la soluzione della crisi nata con i <em>subprime</em> ha
fatto ripartire con grande forza i principali mercati finanziari di tutto il mondo

Milano - La speranza che con il piano del Tesoro statunitense per il salvataggio delle società semipubbliche di garanzia sui mutui, Fannie Mae e Freddi Mac, si vada verso la soluzione della crisi nata con i subprime ha fatto ripartire con grande forza i principali mercati finanziari di tutto il mondo.

Apertura positiva per l'Europa In apertura di seduta le crescite superano quasi ovunque i tre punti percentuali, con Parigi e Stoccolma che segnano rialzi oltre il 4%. Sono le banche con tutto il settore finanziario a trainare il boom di avvio di seduta: Hbos cresce del 12,52%, Barclays del 12,21%, Ubs del 10,36%, Credit Agricole del 9,87%, Societe generale del 9,15%. Rialzi molto sostenti anche per Credit Suisse e Bnp, in aumento rispettivamente dell’8,42% e del 7,63%. La prima grande banca italiana per incremento in Borsa è Unicredit, che cresce del 6,23%. Fortemente acquistati anche i titoli del settore delle materie prime e dell’automobile, il cui indice Dj Stoxx di comparto cresce del 3,84%, con Fiat in aumento del 4,51% in linea con i "competitor" e, quindi, senza grandi turbolenze per la sospensione a Milano di Ifi e Ifil, che in giornata emetteranno un comunicato. L’unico settore che non partecipa all’euforia di apertura di seduta è quello farmaceutico, a causa soprattutto del calo del 2,09% accusato da Glaxosmithkline.

L'euforia dei mercati asiatici Dopo giornate nerissime, la settimana sui listini asiatici e del Pacifico si è aperta in un clima di euforia, con acquisti diffusi: Tokio ha chiuso in crescita di oltre tre punti, Sidney, Bombay e Singapore ondeggiano attorno a un guadagno di quattro punti percentuali, Taiwan in una sola seduta ha recuperato oltre il 5,5%. Il piano del Tesoro statunitense per il salvataggio di Fannie Mae e Freddie Mac ha scatenato la speranza che la crisi nata con i mutui subprime sia in via di risoluzione e che le economie mondiali possano ripartire: le Borse asiatiche nel loro complesso, nonostante l’abituale controtendenza del listino cinese che sta cedendo oltre due punti, stanno mettendo a segno la maggior crescita degli ultimi sette mesi. "Uno dei problemi che ha affossato le Borse la scorsa settimana - afferma un operatore dei mercati asiatici - è che i mercati ritenevano Fannie Mae e Freddie Mac troppo compromesse perchè potessero salvarsi da sole: ora c’è più fiducia". Risultato: a Tokio i gruppi finanziari hanno messo a segno rialzi improvvisi, come Sumitomo (+15,21%), la Bank of Yokohama (+14,23%) o la società finanziaria Mitsubishi (+13,33%). Bene le assicurazioni, ma anche le grosse società industriali hanno registrato recuperi consistenti: Nippon steel è aumentata del 7,16%, Sanyo del 6,67%, Isuzu del 6,50%. A Sidney i rally maggiori hanno interessato i gruppi dell’energia e delle materie prime (con l’esempio della Queensland gas company schizzata del 30,08%), mentre a Singapore i gruppi Wilmar e Olam crescono rispettivamente dell’8,76% e del 7,37%. A Seul recuperi diffusi soprattutto nel comparto dell’elettronica e dell’industria.