Tessere fantasma nella Margherita e firme sparite nel Partito democratico

È giallo sulla «sparizione» delle liste di elettori alle primarie. E dopo «Striscia», Rutelli chiede chiarezza sui veri iscritti ai Dl

Emanuela Fontana

da Roma

Elettori delle primarie scomparsi, tessere della Margherita in sovrannumero rispetto ai votanti. Il dibattito sulla nascita del nuovo Partito democratico dell’Ulivo parte con tanti misteri su cifre svanite o gonfiate. Troppi misteri, tanto che Francesco Rutelli ha chiesto chiarimenti «entro lunedì» in una lettera inviata al responsabile del tesseramento Salvatore Ladu, al responsabile organizzazione Nicodemo Olverio e al tesoriere Luigi Lusi. Oggetto: la moltiplicazione delle tessere della Margherita: «Con grande clamore - scrive Rutelli - “Striscia la notizia” ha raccolto le segnalazioni di alcuni cittadini che hanno ricevuto una tessera della Margherita pur non avendo aderito». Se si trattasse di «casi di raccolta di adesioni all'insaputa delle persone coinvolte», scrive ancora il leader Dl, sarebbe «cosa assai grave e che comporterebbe forse violazioni di legge e violazioni della privacy vista la trasmissione di dati anagrafici riservati». Si tratta di un controllo interno ai Dl, ha intanto risposto l’ulivista Natale D’Amico, gettando però nuovi dubbi sull’intera vicenda: «Dopo le elezioni - racconta D'Amico - notammo che in alcune regioni le tessere erano toppo numerose. La percentuale media dei tesserati è del 5% dei voti ricevuti, mentre in alcune zone si arrivava al 20%. Abbiamo così voluto fare una prima verifica, e seguendo la prassi indicata dalla legge sulla privacy abbiamo mandato una lettera a tutti coloro che risultavano iscritti, chiedendo loro se desiderano essere cancellati dall'elenco».
Ma i problemi di calcolatrice non finiscono qui, perché è emerso un ulteriore rebus: che fine ha fatto una lista di due milioni di votanti che un anno fa alle primarie dell'Unione diedero la loro preferenza per il candidato premier della coalizione? L’associazione per il Partito democratico non parla apertamente di scippo, ma comunque di 2 milioni di persone «sparite», e che ora si vorrebbe contattare. «Insinuazioni», rispondono i Ds. I comitati «Libertà e Giustizia» e i «Cittadini per l’Ulivo» si augurano che le liste «siano conservate in luogo sicuro e protette come previsto dalla legge sulla privacy». E intanto il dibattito sul Partito democratico tra i leader prosegue con qualche difficoltà, con Rutelli che avverte: la Margherita e il Pd «non possono essere pensati con gli schemi di cinque anni fa né facendo riferimento a divisioni correntizie». Un partito che «a me pare stia nascendo come realtà a livello nazionale», ha detto ieri il presidente del Senato Franco Marini. Un progetto in cui Enrico Boselli (Sdi) ha invece dichiarato ieri di vedere «contraddizioni molto grandi, a occhio nudo».
L’associazione intende coinvolgere tutto il «popolo delle primarie», 4 milioni 311mila 149 elettori, nel dibattito per la nascita del nuovo partito, in quello per l’applicazione dell’articolo 149 della Costituzione, per l’abolizione dei finanziamenti all’editoria, e anche nella petizione (al via oggi la raccolta di firme) per chiedere un ritorno al maggioritario. Ma c’è anche un terzo «mistero» sottolineato dall'associazione: dove sono i quasi 7 milioni di euro frutto delle sottoscrizioni dei votanti delle primarie?
Prima delle primarie, ricorda il portavoce Gregorio Gitti, si era stabilito un accordo per cui «tutti i candidati premier avrebbero avuto a disposizione il database dei votanti». E gli elettori dell’Unione «avevano firmato una liberatoria per il trattamento dei propri dati personali». Il problema della privacy quindi a quanto pare non sussisterebbe. E allora dove sono i nomi? «Dove sono e chi custodisce gli elenchi del popolo delle primarie?», domanda Libertà e Giustizia. «Evidentemente ci sono stati problemi di organizzazione», conclude Gitti. «Finché si scherza va bene - ha tuonato ieri Maurizio Chiocchetti, esponente ds dell’ufficio delle primarie - ma quando si insinua addirittura che sono spariti i soldi delle primarie allora va fatta estrema chiarezza». Gli elenchi, ha precisato Chiocchetti senza svelare però dove siano custoditi, «sono dell’Unione, che ha prodotto anche un regolamento che ne consente un uso esclusivo solo per la propria attività e solo con il consenso di tutti i partiti dell’Unione».
Al di là del mistero della lista, «il popolo delle primarie è stato ampiamente abusato e gabbato», hanno dichiarato i repubblicani europei a conclusione della direzione nazionale. Ieri sera a Rutelli è stato consegnato da Valerio Staffelli il Tapiro d’oro di «Striscia»: «Sono 450.000 tessere, ci possono essere delle papere, anzi paperissime - ha risposto il ministro -. O ci sono degli sbagli, o ci sono delle persone, e capiremo chi è stato, che hanno registrato come aderenti persone che non lo sono».