Macchine tessili, Itma torna in Fiera Milano con il salone mondiale

Dal 12 al 19 novembre 1.700 espositori provenienti da 46 Paesi. Italia in primo con 454 imprese di un settore leader internazionale con Germania, Giappone e Svizzera. L'industria made in Italy nel 2014 ha fatturato 2,3 miliardi di euro e l'export fa la parte del leone con 1,9 miliardi. Dopo 20 anni la manifestazione a Milano

Torna in Italia dopo vent'anni, nei padiglioni di Fiera Milano dal 12 al 19 novembre, Itma la mostra mondiale delle macchine e delle tecnologie per il tessile e l'abbigliamento con 1.700 espositori provenienti da 46 Paesi su un'area di 100mila metri quadrati.

Grande evento fieristico internazionale importante per il made in Italy, tra i primi produttori in assoluto di tecnologie per il meccano-tessile, settore ad alto valore aggiunto in netta ripresa e per il ruolo centrale di Fiera Milano come hub a sostegno del "sistema Italia" e della sua internazionalizzazione che il mese scorso ha ospitato Emo, la fiera mondiale delle macchine utensili e ora, subito dopo Expo, fa bis con Itma. Il salone professionale è organizzato da Cematex, il Comité Européen des Constructeurs de Machines Textiles che riunisce le associazioni dei produttori di nove Paesi europei e si tiene ogni quattro anni in una sede diversa.

Dalla filatura alla tessitura, dalla maglieria alla nobilitazione, dalla stampa alle fibre e filati, sono 19 i settori in cui si articola il percorso espositiv . Tema centrale dell'edizione 2015 edizione è la sostenibilità, che significa minor utilizzo di acqua e energia, soluzioni che permettono una riduzione delle emissioni o dei materiali di scarto, alternative ecologiche ai materiali utilizzati nei processi produttivi, come tinture che non richiedono l’uso di acqua o prodotti chimici amici dell’ambiente.

"In perfetta coerenza con il tema di questa edizione – dice Charles Beauduin, presidente di Cematex - abbiamo organizzato alcune conferenze che completano il programma dell’esposizione e sono pensate per facilitare la discussione e lo scambio di idee con esperti su temi importanti per il settore. Abbiamo anche istituito il premio Itma Sustainable Innovation riservato a aziende e studenti che si sono distinti per il loro contributo nella realizzazione di soluzioni sostenibili".

L'Italia è rappresentata da 454 espositori (il 41% in più rispetto alla precedente edizione della mostra che si era tenuta a Barcellona) con un aumento del 58% dell'area espositiva. Settore che - con 300 aziende e 12mila addetti - colloca il nostro Paese al vertice mondiale insieme a Germania, Giappone e Svizzera. Il giro d’affari dell’industria italiana delle macchine tessili, rappresentata da Acimit - Associazione dei Costruttori italiani di macchinario per l’industria tessile, nel 2014 è stato di 2,3 miliardi di euro mentre la previsione per il 2015 è di 2,5 miliardi. A fare la parte del leone l'export, con le vendite all’estero pari a 1,9 miliardi nel 2014, l'84% del fatturato.

L’Asia ha acquisito nel corso degli ultimi anni maggior peso come prima destinazione delle macchine e tecnologie made in Italy e la Cina è in assoluto il più importante mercato estero. Nel primo semestre 2015 la quota asiatica dell'export è stata il 44% seguita con il 38% dai mercati europei. A imporsi sui mercati esteri piccole e medie aziende localizzate in prevalenza nelle regioni del Centro e del Nord Italia (solo in Lombardia si concentra il 44% delle imprese), parte integrante dei distretti del tessile (Prato, Biella, Como, Brescia e Alto Milanese).

"È motivo di orgoglio aver riportato in Italia la principale rassegna mondiale di macchinario tessile - spiega Raffaella Carabelli, presidente di Acimit -. I numeri con cui ci presentiamo a Itma non solo pongono l’Italia al primo posto tra i Paesi espositori della manifestazione, ma soprattutto testimoniano la vitalità del nostro settore e la convinzione di tutti noi che la filiera tessile italiana goda di buona salute".