«Il test per l’ecopass? Se proprio si deve fare che almeno duri poco»

L’assessore regionale Abelli: «Sarebbe stato meglio chiudere tutto. Che senso ha permettere di inquinare solo a chi paga?»

«Mi auguro che se la sperimentazione deve proprio partire, almeno duri poco». Giancarlo Abelli, uomo di riferimento di Forza Italia, consigliere di Formigoni legato a Berlusconi da un lungo rapporto, tiene a separare la posizione del partito e degli azzurri dalla scelta del sindaco, Letizia Moratti, di andare avanti con il ticket. «Sarebbe stato molto meglio chiudere tutto. Che senso ha permettere di inquinare solo a chi paga?».
Ma la Moratti aveva annunciato le sue intenzioni già in campagna elettorale. Il ticket faceva parte del programma.
«La Moratti ha dalla sua il programma, riunioni tecniche sulle modalità e una decisione della giunta che la autorizza ad andare avanti. Però dovrebbe tenere conto che c’è grande scetticismo verso la sperimentazione. Non si può nascondere che il consiglio comunale provi disagio e che ciò crei occasioni di malcontento. Io credo che questa misura non sia né decisiva per la qualità dell’aria né popolare tra i cittadini, che la sentono come una tassa».
Non crede al sondaggio di Palazzo Marino secondo cui i milanesi sono favorevoli?
«Mi chiedo che domande abbiano fatto nel sondaggio. Certo che se uno chiede: “volete la città meno inquinata”?, riceve una risposta piuttosto che un’altra. Il fatto che si tratti di una tassa è una percezione molto diffusa. È una scelta politicamente sbagliata, tanto più in un momento in cui la sinistra è sotto attacco proprio perché impone le tasse».
Il problema del traffico e dell’inquinamento però è reale. Quale soluzione propone?
«Sarebbe preferibile chiudere tutto, come aveva fatto da sindaco Carlo Tognoli. Ma prima servono i mezzi pubblici e i parcheggi. E poi mi chiedo: perché mettere il ticket solo in centro a Milano, che tra l’altro non risulta essere una delle aree più inquinate? Allora anche a Monza dovrebbero mettere il ticket? Con un sistema del genere non si sa dove si finisce. Così si comprime una libertà e non si capisce neanche chi e quanto si debba pagare».
Il suo è un no di principio al ticket o contesta il metodo usato per deciderne l’applicazione?
«È brutto il principio del pagare per non inquinare. E nessuno può venirmi a dire che si tratta di una tutela della salute».
Il malumore non riguarda solo Forza Italia. Crede che alla fine questo provvedimento verrà fermato?
«Credo di non fare una profezia difficile dicendo che se si vota nel 2008 non si farà nessun ticket. Se invece si voterà nel 2009, si potrebbe sperimentare una chiusura di sei mesi. Più di questo non penso che si possa fare. Se proprio deve partire, mi auguro almeno che duri poco».
Qualche difficoltà c’è anche su Malpensa. Prevede fibrillazioni?
«C’è grande malumore all’interno del gruppo di Forza Italia per il modo in cui è stata gestita la vicenda di Malpensa in consiglio comunale. Prevedo che una decisione sul capogruppo sarà presa lunedì».