Test missilistico dei nordocoreani Tokio irritata

La Corea del Nord ha sparato una bordata di missili verso il mare del Giappone, suscitando reazioni allarmate, specie in Giappone e in Corea del Sud, considerando il momento delicatissimo nel negoziato che deve portare il regime di Pyongyang a sospendere le attività nucleari.
Il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, ha detto che la dimostrazione di forza avviene in un momento sbagliato e che la pazienza giapponese viene messa alla prova, anche se ha aggiunto che le armi sparate in mare non costituiscono un problema diretto per la sicurezza giapponese. I missili in questione infatti sono ordigni a breve gittata, antinave, e sarebbero stati lanciati dalla zona di Hamgyong Namdo, sulla costa orientale.
Il Pentagono ha avuto modo di scoprire per tempo le attività di preparazione del lancio e quindi il nuovo test nordcoreano, condotto con lanciatori mobili, non è avvenuto di sorpresa ed è stato anzi attentamente osservato. Un portavoce della Casa Bianca ha adottato toni quasi concilianti nel commentare il lancio dei missili, definito «di routine». Questo perché proprio in questi giorni è stato superato lo stallo nei negoziati con Pyongyang: gli Usa hanno accettato di sbloccare 25 milioni di dollari nordcoreani congelati sul conto di una banca di Macao e ora si aspettano che la Corea del Nord proceda allo spegnimento del reattore nucleare e sospenda ogni attività atomica.
Non è ancora chiaro quanti siano i missili lanciati, di quale tipo e se le prove abbiano avuto successo. Potrebbe trattarsi di uno dei missili Styx o Sepal in servizio con le batterie di difesa costiera, ma c’è chi pensa al primo lancio di un nuovo missile da crociera da tempo in corso di sviluppo. Lo scorso 25 aprile, durante la celebrazione del 75° anniversario delle Forze Armate, era sfilato a Pyongyang il nuovo missile balistico KN-02, un’arma a breve raggio derivato dall’SS-21 russo accreditato di una gittata di 130 km. Ma nulla è trapelato sull’arma antinave alla quale i tecnici coreani lavorano da anni, con aiuto siriano e probabilmente iraniano. Inoltre era quasi un anno che i militari nordcoreani non effettuavano lanci missilistici e anche se questo è il periodo in cui vengono tradizionalmente condotti i test, la nuova attività ha sicuramente un significato politico.
Forse è una risposta al varo, avvenuto ieri, del nuovo cacciatorpediniere lanciamissili sudcoreano KDX-III, una nave da oltre 7.500 tonnellate dotata di significative capacità antimissile. Pyongyang poi sfrutta i lanci missilistici per esercitare pressione sugli interlocutori internazionali e per dimostrare le proprie capacità. Anche ai potenziali «clienti», i quali, a dispetto di ogni embargo continuano a interessarsi ai loro missili.