Test truccati, ora gli studenti scrivono la "guida anti-frodi"

L’Unione universitari diffonde via web il vademecum
smaschera-imbrogli. Aule blindate nell’ateneo di Bari. <a href="/a.pic1?ID=287434" target="_blank"><strong>&quot;Io, antico precettore, in versione moderna&quot; </strong></a>

Agenti di polizia all’ingresso con tanto di metal detector. Non siamo davanti ai tornelli dello stadio per una partita a rischio, né al gate di un aeroporto. Benvenuti invece all’università di Bari che - dopo lo scandalo degli esami «radiocomandati» scoperti lo scorso anno - ha deciso di adottare «eccezionali misure di sicurezza» (costate 60 mila euro) in vista dei test di accesso all’ateneo che partiranno domani. I plichi contenenti i quesiti sono ora custoditi nella questura di Bari, e agenti di polizia provvederanno a portarli, poco prima dell’inizio, nelle sedi delle prove. Per i 17.400 che si sottoporranno alle prove, sotto l’occhio vigile di 400 dipendenti universitari, sono previsti passaggi sotto i metal detector per evitare che s’introducano in aula telefoni cellulari o altri strumenti di possibile comunicazione con l’esterno. Inoltre gli esami di ammissione si svolgeranno in aule schermate per evitare che chi riesce ad introdurre un telefono cellulare possa poi utilizzarlo.
Ma lo spettro delle frodi non aleggia solo sull’ateneo pugliese, tanto che l’Unione degli universitari (Udu) ha deciso di pubblicare sul web una guida al «test sicuro», con in copertina un significativo dito coperto da un preservativo. Il vademecum spiega le modalità di svolgimento dei test, ricordando, ad esempio, che il sistema di punteggio prevede un punto per ogni risposta esatta, -0,25 per ogni risposta sbagliata e nessun punto per le risposte non date. Il manifesto anti-imbroglio ricorda poi ciò che deve avvenire in aula, per evidenziare «comportamenti sospetti o non corretti da parte di candidati o componenti della commissione». Tra le regole riportate, l’estrazione a sorte di due studenti che verifichino l’integrità dei plichi, il divieto di tenere in aula cellulari o palmari, le modalità di compilazione del modulo risposte e della sua consegna in busta chiusa. Un promemoria prezioso per i 200 mila studenti che affronteranno i test di ingresso nelle università italiane per i corsi di laurea a numero chiuso.
Capitolo particolarmente amaro: il portafoglio. Tra iscrizione (mai sotto i 40 euro), libri ed eventuali spostamenti, le spese vanno dai 100 ai 300 euro. Ma magari il salasso finisse qui. Per i corsi di preparazione ai test si possono infatti arrivare a spendere anche 1.700 euro (per circa 70 ore); più economici i corsi per altre facoltà, ma molti studenti preferiscono preparare da soli le prove, soprattutto quelle di cultura generale. Magari rispolverando i libri delle superiori, e prendendo l’abitudine di leggere il giornale tutti i giorni.
Sul sito www.accessoprogrammato.miur.it, attivato dal ministero dell’Università e della Ricerca, sono presenti informazioni sulle prove di ammissione e, dopo la prova, saranno pubblicate le risposte corrette ai test e le graduatorie per ogni facoltà.
Ma sul web si trovano decine di siti che danno consigli sui famigerati test d’ingresso: dal portale studenti.it ai blog di chi l’esame di ammissione lo ha già sostenuto.
«Quest’anno la selezione sarà ancora più dura e costosa rispetto al passato», sottolinea l’Udu. D’obbligo, quindi, prendere le precauzioni per un test sicuro. Preservativo a parte.