"Il test è utile, nelle classi gira di tutto"

Milano - Andrea Muccioli, lei che dirige la comunità di San Patrignano, è d’accordo con il ministro?
«Sono totalmente d’accordo. Forse l’idea dell’antidoping è più una provocazione che una proposta vera e propria, ma non c’è dubbio che servano dei controlli sui ragazzi, che fanno un uso larghissimo di droga».
Anche in classe?
«Ma certo, basta guardare su internet. Ci sono dozzine di video filmati con i telefonini dove si vedono studenti che “rollano” uno spinello durante la lezione. L’età della prima assunzione si è abbassata paurosamente, siamo arrivati a 13 anni».
Giusta la linea dura quindi?
«La mia posizione è netta. Sono anche d’accordo con il ministro Bianchi che propone l’arresto per chi guida ubriaco. Ma il governo deve avere una linea coerente, invece sulla droga dà messaggi totalmente contraddittori».
Cioè?
«Cioè da una parte si individuano misure giuste come queste per combattere il consumo di droga tra i giovani, dall’altra si alzano i livelli di marijuana tollerati, come fa la Turco, o addirittura si tenta di introdurre le stanze del buco o la somministrazione controllata di eroina come propone Ferrero. Così ai giovani arriva un messaggio incomprensibile».
Il ministro parla di controlli per esempio dopo le interrogazioni. Ma lei crede davvero che gli studenti si dopino per riuscire meglio?
«Questo non lo credo. Il problema è piuttosto che ai ragazzi non interessa un bel niente della scuola, anche perché dall’altra parte hanno genitori pronti a giustificare ogni loro comportamento. Il sistema educativo è allo sfascio».
Ma c’è già chi considera questa idea di Amato un’esagerazione.
«È uno strumento che va affiancato con un intervento profondo sul ruolo degli educatori. Un test può dirci se il ragazzo si droga - e questo è utile - ma non perché lo fa.
E all’estero?
«Negli Stati Uniti ci sono cani antidroga fuori dalle scuole ma nessuno si scandalizza. Perché hanno capito che danni può fare una gioventù bruciata dalle droghe»