La testa al Bologna, il cuore a Superga

Al Franchi è andata in scena una ladrata in piena regola. E io mi sono rotto. Da portatore sano di orchite causa giacchette nere insolenti, incapaci e cialtrone, penso di avere tutto il diritto di urlare a squarciagola la mia furia. Non è possibile perdere Sereni col Bologna per una pessima decisione arbitraria, arbitrale e arbitrata da Farina. Il suo secondo tempo irritante e a senso unico tradiva un conato di compensazione per quel gestaccio contro il mister della Fiorentina, ancor più degno di un rosso diretto. E invece l’espulsione se l’è beccata l’incolpevole Sereni, che ha pagato carissima quella ingenuità. Vorrei solo ricordare che domenica scorsa per un fallo più grave il portiere della Reggina Puggioni se l’era cavata con un giallo. E stica. Quel gol annullato, poi, grida vendetta. Tremenda vendetta. La rete di Franceschini era r-e-g-o-l-a-r-i-s-s-i-m-a, bella e perfetta, un suggello giustissimo e meritato a una partita che il Toro ha giocato come sapeva e doveva. Peccato per quella cagata di Colombo, purtroppo l’ennesima, e per le decine di palle perse senza motivo. Ma a noi nessuno regala niente, anzi. Mentre altrove mi sembra che troppe squadre abbiano tirato i remi in barca con le cosiddette «piccole» (quei poveretti della Juve invece sono praticamente bolliti, ah ah ah). Portiamo a casa ladrando un maltolto di punti pari a quelli che ci hanno rubato e siamo salvi. Lo saremo. Ma intanto siamo vivi. Con la testa al Bologna, col cuore a Superga.