La testa di Dioniso torna nella «sua» Villa

Dopo la testa cinquecentesca di Traiano rubata nei Grottoni del Campidoglio negli anni ’90, ritrovata a New York e riconsegnata pochi mesi fa, l’Arma dei Carabinieri restituisce al Comune di Roma due sculture romane trafugate oltre venti anni fa: una statua di togato acefala (fine I°- inizio II sec. d. C.) e una testa di Dioniso (metà II sec. d. C.), considerata testa femminile perché collocata su una statua di baccante. Un’opera che faceva parte nel ’600 della Collezione Giustiniani. La statua di togato era su Colle Oppio in una nicchia della palazzina ex OMNI, ora Centro anziani. La testa di Dioniso che faceva parte di una statua posta a Villa Torlonia su una balaustra vicino al Casino dei Principi, venne asportata e rubata nell’83 nei depositi delle ex Scuderie Vecchie dove, una volta aperta al pubblico, erano state ricoverate le sculture che ornavano la villa (e poco dopo venne portata via anche la statua). La testa è stata individuata grazie a un controllo di routine del catalogo Christie’s del 2002, che ha portato al blocco della vendita, alla confisca e alla consegna del pezzo al consolato italiano di New York, mentre il ritrovamento del togato nel 2005 presso un antiquario di Barcellona è frutto dell’intesa e della collaborazione fra i carabinieri e i loro omologhi spagnoli, ricorda il colonnello del Comando tutela patrimonio culturale Ferdinando Musella. «Negli ultimi anni non ci sono stati furti rilevanti - dice facendo gli scongiuri il Soprintendente Eugenio La Rocca - Stiamo recuperando furti antichi. Allora non c’erano i dissuasori di oggi, impianti tivù e di allarme. Ora si rubano cose sparse per la città, ci vorrebbe una guardia per ogni monumento». La statua di togato, montata su un’apposita base, andrà a far parte della collezione dei Musei Capitolini nella Sala dei Fasti Moderni a Palazzo dei Conservatori, mentre la Testa di Dioniso verrà esposta nel Casino Nobile di Villa Torlonia insieme alle altre sculture che erano disseminate nel parco. E dovrebbe essere ricongiunta al corpo che è stato ritrovato in Australia. Tempi e normative permettendo.