La testa vincente di Samuel lancia l’Inter nei piani alti

L’argentino al debutto firma una vittoria che poteva essere più larga Magie di Figo, e un Recoba concreto

Riccardo Signori

nostro inviato a Verona

Samuel serve e s’è visto: un gol segnato, altri poteva realizzarne, soprattutto ha evitato i soliti brividi là dietro. L’Inter ha un’altra faccia e l’ha dimostrato. Vittoria striminzita e con un gol realizzato da un difensore. Ci sarebbe il tanto per pensare: se la sono cavata. Invece no, stavolta se l’è cavata il Chievo che, nelle ultime tre partite, aveva fatto venire ai nerazzurri il complesso del pareggio e a Verona non ha mai concesso vita facile. Inter dalle facce nuove: Samuel che esordisce e dice ci sono, ora corriamo. Figo che entra sempre più nel cuore della squadra. Perfino Recoba mostra una faccia diversa: meno distratto e più essenziale.
Inter double face: rivoltata nei nomi, non ha mutato l’essenza del gioco con il quale sta prendendo sempre più confidenza: gran palleggiare, capacità di cambiare fronte d’attacco in un attimo, palloni secchi e precisi a tagliare il campo. Ha segnato poco, ma creato tanto. Ha dimostrato di non essere Adriano dipendente. Ha divertito e talvolta messo il Chievo nell’angolo. La squadra di Pillon forse è meno forte degli altri anni, però mai doma. Ma era dura contro i piedi buoni dell’Inter. Il magico piede di Figo, per esempio, ieri sera aveva voglia di lasciare il segno ed è stato tutto un cercare testa e piedi dei compagni, infilando palloni su palloni dalla destra. Finché non ci ha preso con quel lungo lancio finito sulla testa di Samuel, dopo 4 minuti della ripresa. A quel punto l’Inter si è sentita più leggera e liberata dall’unica incombenza che, fino allora, non aveva assolto: appunto quella del gol.
Per il resto la squadra è partita subito con idee e piede giusto. Arrivata appena quaranta minuti prima dell’inizio della partita, per aver trovato un incidente sull’autostrada, la gente di Mancini ha pensato bene di sbrigarsi sul campo e, dal secondo minuto in poi, è stato un rullar di tamburi alla ricerca del botto. E allora Cruz ha provato di tutto, ma trovato corpo e mani di Fontana ad impedire il gol. Recoba ha cominciato a sparare bordate da fuori, una delle quali valeva il gol se non ci fosse stato il Fontana gattone guizzante a caccia di vendette e rivalutazione. Cruz ci ha riprovato su un gran corner di Recoba, Samuel s’è mangiato un gol sull’ennesimo invito di Figo, Stankovic è entrato in tutti i momenti pericolosi. Nel primo tempo è stata più Inter che Chievo. La squadra di casa non ha mai cambiato ritmo e passo: onesta e pulita nel gioco, mai pericolosa, però, se non per un contropiede di Pellissier sventato da Samuel nel primo tempo e un tiro da fuori di Amauri, parato da Julio Cesar, dopo 25 minuti della ripresa.
Ecco, la presenza di Samuel ha dato sensazioni di miglior sicurezza difensiva e di conseguente tranquillità in tutta la squadra nel proporre gioco. Ieri Mancini si è divertito nel gioco delle coppie: Cristiano Zanetti al posto di Cambiasso, Cruz per Adriano, un Recoba quasi dimenticato per Martins, Pizarro al posto di Veron. Eppure si è vista una squadra con personalità disinvolta che, nel primo tempo, ha creato almeno cinque vere occasioni da rete. E, nella ripresa, quando Samuel ha inaugurato il suo campionato con il gol del buon ricordo, l’allenatore ha cominciato a infilar cambi: Adriano, poi Veron, poi Cambiasso. Ma poco è cambiato. Il Chievo si è fatto più intraprendente, l’Inter ha sfiorato la rete con Stankovic, poi con Recoba. Veron e Pizarro hanno cercato di rendere credibile la loro coesistenza con alterni risultati. Poco male: per ora la vera credibilità se la sta conquistando l’Inter.