«Testamento biologico Una cosa seria solo se fatta dal notaio»

Egregio direttore, sul Giornale si affronta il tema del testamento biologico e si mette in evidenza la demagogica posizione del Sindaco Marta Vincenzi a Genova che, precedendo l'eventuale legge, ha messo su un sistema privo di valore ma comunque costoso.
Che il sistema creato sia solo demagogico è evidenziato anche da un dato poco notato dai commentatori politici e non.
È stato creato un registro, si dice pubblico.
Ma un registro è pubblico non solo se è consultabile da tutti, anche rapidamente, ma anche se documenta un fatto con assoluta certezza in modo da evitare liti e manifestare, in modo chiaro e incontrovertibile, qual è la volontà di una persona.
Il registro creato non corrisponde a nessuna di queste caratteristiche.
Sarebbe troppo lungo scendere nel dettaglio ma basti dire che uno dei temi che il legislatore nazionale affronterà (e solo lui può affrontarlo), proprio per rispondere alle esigenze di facile, certa e pronta conoscibilità dei testamenti biologici è quello delle metodologie all'avanguardia che consentono di registrare, e quindi di reperire con facilità e in tempo reale, ovunque in Europa e non solo in Italia, le disposizioni di ultima volontà e quelle sui trattamenti sanitari dei cittadini europei, che potrebbero rilevarsi indispensabili in ambito medico per decisioni urgenti.
Di recente a un convegno tenutosi a Sestri Levante di notai e professori universitari, che ha visto la partecipazione di Notai europei ed extraeuropei si è illustrato il funzionamento del Registro Informatico Europeo (progettato dal Consiglio Nazionale del Notariato).
Esso è: elettronico e quindi delocalizzato; affidabile grazie al controllo notarile preventivo su provenienza di chi fa le dichiarazioni e consapevolezza delle volontà; caratterizzato da un contenuto predeterminato fissato dalla legge; in grado di collegare in rete i vari registri nazionali, che rimangono distinti e autonomi.
Questo dà certezza, non fa assomigliare i registri a puri elenchi telefonici ed è, perciò, cosa diversa dal Registro Genovese che si caratterizza per superficialità e pressappochismo. Così come tutti quei Registri che si stanno formando in Italia ad opera di giunte di Sinistra.
Al di là del contenuto della futura legge sui punti più controversi sul versante etico, il modo di procedere dalla Giunta Vincenzi si presenta connotato da un misto di ignoranza (perché non sa di queste tematiche volte a creare Registri certi, europei e di pronta conoscibilità, senza urtare le suscettibilità nazionali) e arroganza, tipica di chi vuol far credere di essere la prima della classe e di arrivare prima. Anche prima del Parlamento dove certi temi possono essere trattati con cognizione di causa.
Cari saluti.
*Notaio, componente direttivo

cittadino Pdl Genova