Testamento biologico ed eutanasia

Un tema di grande attualità, il testamento biologico, è stato affrontato venerdì sera al Cinema Ambra di Albenga, per fare chiarezza su un argomento che, a detta del senatore Ignazio Marino, presidente della Commissione Sanità al Senato, sarà in agenda del Senato all'indomani dell'approvazione della finanziaria. E così il Centro di Aiuto alla Vita ingauno insieme a Scienza e Vita locale ha invitato a una tavola rotonda un professore universitario di Genova, Salvatore Nicoscia, membro rappresentante della Siaarti,(Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva)- sez. Liguria insieme a quattro parlamentari: l'onorevole Elisabetta Gardini, portavoce di Forza Italia e segretario della Commissione salute alla Camera, l'onorevole Luca Volontè dell'Udc, il senatore Giorgio Bornacin di An e il senatore Egidio Banti della Margherita. Si pensava ad una partita 3 contro 1 e invece, nonostante gli schieramenti politici, il 4 contro nessuno alla fine è stato scontato. Su questioni come quelle etiche i cattolici di centrosinistra si smarcano dalla coalizione e si allineano sugli orientamenti del centrodestra per difendere la vita umana e la sacralità di questo valore.
Elisabetta Gardini è stata chiara: «Il diritto alla vita esiste solo in positivo mentre non esiste il diritto di morire, perché ad un diritto in tal senso lo Stato dovrebbe garantire un equivalente dovere per un medico di far morire e in genere, sottolinea ancora la Gardini, dietro al testamento biologico si nasconde sempre un progetto di legalizzazione a piccoli passi dell'eutanasia, che in Italia è vietata e che, grazie a Banti e ai suoi «alleati», sarà ben dura che possa essere approvata al Senato.
E così proprio come aveva auspicato all'inizio della serata don Tonino Suetta, Economo della curia diocesana, abbiamo ascoltato una parola chiara sull'argomento grazie anche ad un approccio coraggiosamente libero e vero dei relatori. Il contributo medico del professore Nicoscia è stato fondamentale per conoscere e supportare le discussioni del dibattito anche acceso per certi aspetti e brillantemente moderato dal direttore della Redazione genovese, Massimiliano Lussana: nella vita clinica dell'ospedale si sperimenta che il testamento biologico non serve perchè il paziente ha già in mano tutti gli strumenti legislativi opportuni per non subire l'accanimento terapeutico e per essere rispettato nella dignità della persona.
*Vicepresidente MpV Liguria