Testamento biologico, il Pd si spacca già sul primo articolo

A spiegare il perché di questa ennesima divisione all’interno del Pd la capogruppo in commissione Dorina Bianchi (nella foto). «C’è solo un modo diverso di vedere le cose - minimizza come sempre la Bianchi -. Mi sono astenuta perché penso che il lavoro sia stato positivo. C’è un netto miglioramento dell’articolo 1. Abbiamo determinato un cambiamento sostanziale. Ora continuiamo a discutere con il relatore Calabrò. Certo, ci sono commi da migliorare, ma non mi sento di votare contro». E pure il senatore Pd, Ignazio Marino, pur essendo in pieno disaccordo con la Bianchi respinge la definizione di «spaccatura» e preferisce parlare di «linea prevalente decisa dal partito». Ma la realtà è che il ddl Calabrò è assai gradito agli ultracattolici del Pd mentre l’altra parte lo giudica da cestinare. Il relatore, Raffaele Calabrò, aveva già emendato il suo testo, accorpando i primi tre articoli in uno unico, accantonando anche l’intervento del notaio nella registrazione delle dichiarazioni anticipate di trattamento. «C’è una componente del Pd più rigida», osserva Calabrò.