Testamento biologico, Poli a confronto

Per i credenti la vita è data da Dio e solo Dio può toglierla: per questo va sempre difesa, anche quando la sofferenza fisica è forte. Per altri, invece, è giusto che ogni persona decida il proprio destino, rinunciando - se lo crede - alle cure. Sono i due «opposti» che entrano in gioco quando si parla di testamento biologico, l’atto con cui una persona (in quel momento lucida) dichiara quali terapie intende o non intende accettare se in futuro non sarà più in grado di decidere perché gravemente malata. In Italia non esiste una legge che disciplini la materia, ma il tema è dibattuto. Per questo il Cav (Centro aiuto alla vita) inguano organizza stasera al cinema Ambra di Albenga (inizio alle 20.45, ingresso libero) il dibattito dal titolo «Testamento biologico: parole chiare per non bluffare», con ospiti di rilievo nazionale. «Saranno con noi la parlamentare Elisabetta Gardini di Forza Italia, la senatrice dell’Ulivo Emanuela Baio, il capogruppo dell’Udc Luca Volonté e il professor Salvatore Nicoscia, medico dell’ospedale San Martino di Genova» racconta Eraldo Ciangherotti, presidente del Cav inguano, il primo in Liguria a dotarsi di una «culla per la vita», una sorta di moderna ruota degli innocenti dove la mamma deposita il bimbo se decide che non può prendersene cura e il piccolo viene subito ritrovato e soccorso. Alla serata, coordinata dal nostro Massimiliano Lussana, parteciperanno anche il senatori Giorgio Bornacin (An), l’onorevole Eugenio Minasso (An) e il senatore Egidio Banti (Ulivo).