Testaroli e birra nella festa dei Predatori

Predatori-Golfo del Tigullio è qui la festa. L'altro ieri al Pianeta Sport di Cicagna, tavolacci, testaroli, carne alla brace, birra e rutto libero (si può dire?) per loro, uomini duri, che l'8 giugno hanno abbattuto Le Aquile Ferrara vincendo il Campionato d'Italia di Football a 9. Altro mondo e altre dimensioni. Senza casco, griglia, paramento, e imbottiture distribuite a dovere, si godono la coppa sbattuta in centro terrazza, spiata di traverso con l'orgoglio del macho che butta giù e segna. Uauh! Ci sono tutti, pacche che sono carichi da venti chili e richiami che fendono l'aria. Seduti ad aspettare la proiezione di quella partita lì, l'ultima con una compagine storica. E vai, ci hanno messo il cappello a questo campionato cavalcato alla grande. Solo vittorie, e mica con scamorze. Loro, i Predatori che vivono tra Chiavari, Sestri Levante e Fontanabuona, che si allenano nel campo di Caperana con uno sponsor come Faci che ha chiuso gli occhi e calato il jolly, se la sono sudata a spallate e digrignar di denti con il fiore delle città della italiane. Risultati inattesi, ma «la preparazione che incontra l'opportunità» ogni tanto fa bingo. Come i fuochi d'artificio che sbaragliano quella notte di San Giovanni a Cicagna, tre quartieri e tre sparate. Neanche si fossero messi d'accordo. Ta-ta-ta e lo schermo lancia il casco contro casco, Grandi! Silenzio che si segna, che anche i fuochi «rompono» in tanta onnipotenza. I giovanottoni fanno tintinnare i boccali, dai 19 a 45 anni, che qui, per ora, nessuno è ancora troppo vecchio per sbattersi in campo. Il collante della vittoria? «Beh, gli anziani! - strizza l'occhio il presidente storico Maurizio Ravera, con quel football americano che gli ha addentato l'anima -. È uno sport che ti lega per la vita, e quando i ragazzi lo capiscono è fatta». E l'anziano dov'è? «Chi, Riccardo Benaglia detto Benny? Eccolo. È il più vecchio, ma ha devastato ovunque». Complicità di quella grezza, che senti sotto i palmi. «Laggiù c'è Marco Scafò, il miglior quarter back del Campionato; poi Danilo Rossi, reduce dalla Finlandia e 7-8 volte campione d'Italia».
A tavola si fa largo nella sua possanza l'allenatore Paolo Taccone, già campione d'Italia e d'Europa con il figlioletto ben inquadrato sulle orme paterne. Ma lo scoop è un albanese, quasi anoressico visto di spalle accanto ai Predatori ruspanti. È Dolorenc Brakollari detto Bronko giocatore per caso. Sorriso ammaliante e approccio easy. Tre anni fa passava dal campo e li ha visti correre: «Che potenza» ha pensato. Imbottito e via: «Correva velocissimo senza curvare la schiena - appunta Andrea Parri da Cicagna con orgoglio -. Poi ha cominciato a sentire le botte...» risatona e giù birra; la carne sfrigola, bastano dieci chili? C'è de crescere, che «il prossimo campionato lo giochiamo a 11» sbaraglia il presidente. Urlo da caverna: la scommessa sulla brace ora è tutta da spolpare.