Testate in faccia per rubargli il Rolex

Grande Borriello, grande Leon, grande Juric, grande Danilo, grande Genoa: in una parola, grande Gasperini, di cui mi piace stendere pubblico elogio. Contro il Milan, all'esordio in serie A, si illuse e lo giudicai presuntuoso. A Catania fece immediatamente capire di non essere micco e si mise a vento. Contro il Livorno ebbe un rigurgito di orgoglio e parzialmente ci ricadde. Nel derby prese sette coperte e si acquattò per puntellarsi e riproporsi. Contro l'Udinese ha presentato un «5-4-1» mobilissimo, tosto, ficcante che mi ha lasciato ammirato. Bravo mister. Veramente bravo.
Ho avuto infine il piacere di vedere il Genoa giocare in undici dal primo all'ultimo minuto di partita: persino quando, espulso Rubinho «in omaggio» ad una delle regole aggiuntive più antisportive inventate dai parrucconi del calcio, è stato costretto a giocare in 10… L'ho visto non concedere all'Udinese del famoso trio d'offesa nemmeno l'accenno del suo micidiale contropiede. Mentre di qua si celebrava l'epifania di Borriello (a segno di piede, di testa e dal dischetto per rigore personalmente guadagnato, palo e traversa clamorosamente scrollati e allarme continuo imposto alla difesa bianconera), di là si consumava il progressivo disinnescamento - al limite dell'umiliazione - dei «gioielli azzurri di Donadoni», Quagliarella e Di Natale.
Mi è piaciuto vedere l'attento trio centrale di difesa (Konko-De Rosa-Lucarelli) costantemente tutelato al largo dagli ammirevoli Danilo e Bovo. Mi è piaciuto il quadrilatero di centrocampo puntellato da Paro, in cui gli scambi e gli affondo a ritmo incalzante di Sculli, Juric e Leon hanno ripetutamente messo in crisi il dirimpettaio dispositivo friulano. Mi è immensamente piaciuto un centravanti invidiabilmente completo come Marco Borriello, infine messo in grado di esprimersi al massimo del proprio potenziale. A proposito di Borriello, troppo bello e che si pettinava troppo per i gusti di Novellino, non ho difficoltà a ribadire «en passant» che appunto il «raka» decretato nei suoi confronti e in quelli di Domizzi ha costituito uno dei pochi punti intellettualmente di discordia tra il sottoscritto e un allenatore che ho sempre stimato (...)
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