TESTE SCAGIONA SILVIO

La sera del 24 dicembre 2005 «Silvio Berlusconi stava dormendo» e non ha ascoltato l’intercettazione telefonica tra Piero Fassino e Giovanni Consorte («Abbiamo una banca»). Lo ha riferito ieri in aula l’imprenditore Roberto Raffaelli, titolare della società Rcs che effettuava per conto della procura di Milano le intercettazioni telefoniche. Raffaelli - che dice di avere portato ad Arcore la registrazione per ingraziarsi l’allora presidente del Consiglio ha testimoniato nel processo a carico di Silvio e Paolo Berlusconi, accusati di concorso in rivelazione di segreto d’ufficio per la pubblicazione sul “Giornale” della telefonata, intercettata nel corso della tentata scalata di Unipol a Bnl.
Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Ven, 29/06/2012 - 08:37

Le false accuse sono sempre odiose, però quando le fa il solito comunista travestito da PM lo sono ancora di più, e gridano vendetta al cielo.