Tester per sapere se il figlio si droga

La zona 6 li fornirà ai genitori al costo di otto euro. In viale Monza si affidano alle telecamere contro lo spaccio

Scale di metallo che brillano sotto il sole, martelli, cavi elettrici. Si lavora al commissariato di via Primaticcio 3. La polizia lo ha preso in carico ufficialmente ieri e, a giorni, il questore Vincenzo Indolfi nominerà il dirigente e inaugurerà l’edificio.
«Non sa quanta gente mi ha telefonato per esprimermi la propria soddisfazione per l’apertura di questa nuova struttura» spiega Massimo Girtanner (An), presidente della zona 6. Un’area immensa, i cui confini - dal Giambellino, alla Barona, dal Parco Solari a viale Famagosta sino a tutta la Barona e al Naviglio grande - sembrano lontanissimi tra loro. E all’interno dei quali vivono oltre 170mila persone, soprattutto anziani. Eppure sono i giovani i soggetti più problematici e a rischio di quest’area.
«Se la ricorda la biblioteca di via San Paolino, nel quartiere-dormitorio di Sant’Ambrogio? Ma sì! Quella nella quale, più di due anni fa, un vigilantes puntò la pistola alla tempia di un ragazzino. Lì abbiamo degli spazi per i corsi Cam (Centro aggregazionale multifunzionale). I meno frequentati di Milano: la gente non viene perché, dopo le 19.30, ha paura»
Del resto, per avere un’idea dell’aria che tira, basta chiedere alla caserma di via Lago di Nemi, alla Barona, dove i carabinieri fanno più arresti che in qualsiasi altra parte della città. «Qui sono le bande giovanili di adolescenti italiani a farla da padroni. - spiegano i militari -. Possono avere anche appena 13-14 anni, ma fumano marijuana tutto il giorno: appena escono da scuola, di fronte all’oratorio, dove capita. Strafottenti, superbi, affollano anche i giardinetti e si fanno “canne“ di continuo».
Per questo Girtanner, con la prossima delibera, fornirà ai genitori che lo desiderano il tester per controllare se il figlio si droga o meno (costo 8 euro, vedere su internet). «E poi c’è il solito viaggio a San Patrignano. Sì, lo organizziamo ogni anno - spiega il presidente di zona 6 -. I genitori vengono a vedere come potrebbero ridursi i loro figli».
Anche all’angolo tra viale Monza e via Platone le porte del nuovo commissariato si apriranno a breve. C’è chi ci crede. E chi pensa che la nuova struttura sia troppo vicina (50 metri più avanti, dall’altra parte della carreggiata) a quella, identica, di Sesto San Giovanni. «Contro lo spaccio funzioneranno soprattutto i presidi fissi - spiega Enzo Galetti, commerciante -. E poi le telecamere per riprendere chi spaccia, ma soprattutto chi compra! Vengono anche i vip a comprare in viale Monza. Dopo la scesa in campo del sindaco Moratti la polizia ha ripulito la zona dai senegalesi, è vero: ce ne siamo accorti tutti che le cose sono cambiate. Ma intorno a mezzanotte, adesso, arrivano gli spacciatori tunisini. Ben vestiti, cortesi. Ma vendono droga pure loro. E allora... Non dateci dei razzisti!».