Il testimone Berlusconi «benedice» il matrimonio di miss Parlamento

La deputata Elvira Savino si è sposata ieri a Roma: alla blindatissima cerimonia anche La Russa e la Ravetto

da Roma

Per il matrimonio di Elviria Savino, Silvio Berlusconi arriva in perfetto orario. Tanto che chiacchierando con i parenti degli sposi durante l’attesa nella chiesa di San Lorenzo in Lucina, si lascia scherzosamente scappare un «sono più puntuale della sposa». Abito scuro, camicia bianca e cravatta blu a pois, il premier dispensa strette di mano e qualche sorriso. E pure una sollecitazione per Laura Ravetto, deputata del Pdl accompagnata dal suo fidanzato: «E voi quando vi sposate?».
Passa qualche minuto e l’attenzione si sposta sulla Savino, abito bianco Versace e marcia nuziale di sottofondo. Una volta tanto, gli occhi dei presenti non sono tutti puntati sul Cavaliere ma su quella che qualche mese fa - stando a un piccolo sondaggio fatto tra i deputati proprio dal Giornale - era la nuova Miss Montecitorio e l’imprenditore napoletano Ivan Campili. La cerimonia è breve, ma il sacerdote si dilunga sul passo del Vangelo che parla dell’indissolubilità del matrimonio. Arriva il fatidico sì, «benedetto» anche dalla firma di Berlusconi, testimone della sposa insieme al direttore di Formiche Paolo Messa.
Si può passare al riso e alle foto, che in chiesa erano off limits per un esclusiva concessa al settimanale Chi. A festeggiare la neosposa, però, di big della politica ce ne sono pochi. C’è il Cavaliere certo, e c’è il ministro della Difesa Ignazio La Russa che anziché partecipare alla lista di nozze on line per un quadro di Yayoi Kusama ha preferito regalare alla sposa una cornice d’argento «per esporre la foto del suo ingresso a Montecitorio».
Ma sono soprattutto gli amici a riempire la chiesa di San Lorenzo in Lucina, molti dei quali venuti direttamente da Conversano, cittadina di 25mila persone a sud di Bari. Per l’occasione, dalla Puglia sono arrivati anche una troupe di Telenorba e cronisti della Gazzetta del Mezzogiorno di Bari e del quotidiano locale Fax.
Sono le sette di sera e dal cuore di Roma i circa trecento invitati si iniziano a incamminare verso Villa Miani per il ricevimento. Berlusconi s’infila in macchina concedendo solo qualche stretta di mano, ma nessuna battuta ai cronisti che gli chiedono della vicenda Alitalia. Poi, una tappa a via Frattina con destinazione la gioielleria Martini. Una quindicina di minuti per acquistare forse il regalo per la Savino e poi piccolo bagno di folla con i curiosi che si sono accalcati davanti alle macchine della scorta. Qualche foto, due o tre autografi e solo una battuta sulla giornata politica. «Presidente, ma Alitalia volerà ancora?», chiede un cronista. «Speriamo, speriamo... ».