Testimone contro Amanda: l’ultimo Harry Potter

Trovato sulla scena del delitto il romanzo che l’americana aveva detto di aver letto da Raffaele. Ma durante il sopralluogo l'orma di Sollecito è sparita dalla stanza di Meredith

Caterina Proietti

Perugia
- Doveva essere l’interrogatorio chiave per discolparsi. Invece l’ultima delle tante versioni raccontate da Amanda è naufragata su una nuova contraddizione.

Gli inquirenti l'avevano ascoltata martedì per chiarire i suoi spostamenti della sera del delitto. La ragazza americana aveva detto di essere stata a casa del fidanzato Raffaele Sollecito, di aver letto un libro di Harry Potter in tedesco, di aver fumato uno spinello e poi fatto l'amore con lui. Ma gli investigatori non le hanno creduto e ieri sono stati più di sette ore nella casa dove è stata uccisa Meredith Kercher per verificare i dettagli del nuovo racconto, in cerca di crepe. E una fenditura si è aperta, piccola ma sufficiente forse a far franare l’intera impalcatura: in via della Pergola gli uomini della scientifica hanno trovato il libro che la Knox aveva detto di aver portato con sé a casa di Raffaele. Un'incongruenza che la studentessa dovrà tentare di spiegare. Un tassello in più per risolvere questo rebus ancora intricato.

Ieri durante l'ispezione sono emerse anche altre due novità. La prima è il ritrovamento di un coltello con la punta arrotondata e senza seghettatura nel giardino del casolare. «Un oggetto irrilevante al fine della indagini e incompatibile con l'arma del delitto», secondo gli inquirenti. «Non sarebbe buono neppure per tagliare il burro», conferma Walter Biscotti, legale di Rudy Guede. Nei pressi del coltello c'erano anche un paio di fazzoletti sporchi di sangue, ma forse gettati lì da qualche passante.

Altro mistero riguarda invece l'impronta di scarpa da ginnastica trovata il primo novembre vicino al cadavere di Mez dalla polizia scientifica. Sembra infatti che l'orma in questione sia sparita. «Non so - spiega Saverio Potenza, uno dei consulenti della difesa di Raffaele Sollecito - se questo sia legato ad una “misteriosa evaporazione”, a cui non credo, o al fatto che forse può essere stata un poco manipolata e quindi calpestata». L'ipotesi che l'orma lasciata da una scarpa Nike non vi fosse più era però stata ventilata dagli stessi inquirenti. Nella richiesta di sopralluogo, la polizia scientifica sottolineava infatti che l'obiettivo era quello di «acquisire da altre angolazioni le immagini fotografiche di suole di scarpe presenti nella scena del delitto» salvo che gli agenti chimici utilizzati per i precedenti rilievi non ne avessero compromesso la presenza.

Intanto continua a fornire nuovi particolari anche il papà di Raffaele Sollecito, Francesco, che non ha mai lasciato Perugia dall'arresto del figlio il 6 novembre: «Raffaele ha preparato una cena per Meredith e Amanda nella loro casa. In quell’occasione potrebbe aver ipoteticamente punto Mez con il coltello». Una possibile spiegazione difensiva del motivo per cui nel coltello sequestrato a casa di Raffaele e ritenuto dagli inquirenti l'arma del delitto, c'erano le tracce del Dna delle due ragazze.

La dinamica della morte di Meredith Kercher è però ancora tutta da chiarire. A distanza di 45 giorni l’unica strada per la verità sembra quella di scavare nelle pieghe delle contraddizioni dei tre protagonisti rinchiusi nel carcere di Capanne.