Testimonianza «La squadra addetta alle esecuzioni freddò anche mia madre»

Egregio signor Lussana, desidero raccontarle di mia madre uccisa, nell’aprile del 1945 (pochi giorni prima della Liberazione) dai partigiani. Nel periodo della guerra eravamo sfollati alla Doria in salita Serino, io, mia madre e mia sorella, mio padre era stato richiamato e lo vedevamo di rado. Una notte (in quella settimana io ero presso i miei nonni paterni che erano sfollati ad Apparizione) si presentarono in casa degli uomini armati che intendevano portare via una parente di mia madre (una lontana cugina) che in quel periodo era nostra ospite. Mia madre che aveva in braccio mia sorella di 6 anni si era messa a urlare cercando di impedire che la portassero via. Uno di questi uomini per tutta risposta sparò a mia madre colpendola alla pancia e se ne andarono. La casa dove abitavamo era composta di due piani ed era abitata anche da altre persone che, nonostante mia madre si lamentasse e mia sorella piangesse, non si fecero vive e mia madre morì dissanguata sul pianerottolo. Io sono nato nel 1937 e quindi all’epoca avevo 8 anni e non mi rendevo conto pienamente di quello che era accaduto e la vicenda mi è stata descritta dai miei nonni e soprattutto da mia sorella, che da quell’episodio è stata scioccata per tutta la vita. All’epoca furono fatte delle indagini, ma visto il periodo credo non fossero approdate a nulla. A distanza di anni venni a sapere che i partigiani della Doria avevano una squadra addetta alle uccisioni. Questo mio racconto si aggiunge a tanti altri episodi che testimoniano di quanto i partigiani si macchiarono di delitti verso persone indifese. La ringrazio anticipatamente per l’ascolto e se vorrà saperne di più sono a sua disposizione.