LA TESTIMONIANZA

Caro direttore, sono un ex dirigente Alitalia (1980- 1990), e in questi momenti in cui si parla tanto della compagnia di bandiera mi chiedo se c’è un giornale interessato a ricordare come e perché l' Alitalia sia finita nel baratro odierno. Nel 1988 scoppiò sui giornali lo scandalo del dissidio fra Nordio (presidente dell’Alitalia) e Prodi (presidente dell’Iri) centrato, in realtà, sul fatto che Nordio (recentemente scomparso) impediva a Prodi di far entrare in compagnia i suoi politici , anche se ufficialmente Prodi giubilò Nordio accusandolo di «Miope conduzione aziendale tesa al pareggio di bilancio». Infatti all’epoca l'Alitalia riusciva a chiudere ancora i bilanci in positivi!
Nordio se ne andò da galantuomo senza fare un fiato, inviando ai suoi dirigenti la lettera profetica, che spero Lei voglia pubblicare. Nordio fu sostituito, dopo una breve parentesi di pochi mesi (quella di Carlo Verri, che scomparve in uno strano incidente stradale), dal figlioccio (così si diceva) di Prodi, Giovanni Bisignani che diede il calcio di inizio alla rovina dell’Alitalia. Dopo poco Bisignani fu cacciato per manifesta incapacità ma quelli che lo sostituirono non furono migliori per cui si arrivò alla situazione odierna. Le ho scritto queste righe in primis perché mi piacerebbe aiutare a fare chiarezza su una compagnia dove ho lasciato un pezzetto di cuore e in secundis perché è giusto dare i suoi meriti a un grande presidente dell’Alitalia, che insieme a Bruno Velani aveva contribuito a far diventare la compagnia una vera compagnia aerea internazionale.
Ecco la lettera di Nordio.
Caro Piccaluga,
noi due facciamo lo stesso mestiere, quello del dirigente di impresa. È un mestiere appassionante e anche gratificante. Nel mondo di oggi e ancor più nell’economia globale di domani le imprese costituiscono e costituiranno il fondamento della prosperità di un Paese. Un Paese dove le imprese svolgono il loro compito di generatrici di ricchezza è un Paese economicamente prospero e politicamente libero. Un Paese dove le imprese divorano invece risorse economiche per alimentare la loro improduttiva esistenza è un Paese stagnante, destinato alla involuzione e, alla lunga, alle code per il pane e per 1e scarpe. Ecco perché dico che il nostro mestiere è anche gratificante. Perché facendolo bene sappiamo di fare il bene della comunità.
Grazie a Lei e ai Suoi colleghi, l’Alitalia è tornata da anni ad essere una impresa generatrice di ricchezza. Grazie a Lei e ai Suoi colleghi continuerà ad esserlo. Per questo, l'Alitalia avrà bisogno della stessa passione professionale che Le avete dedicato finora. E anche, come sempre nelle cose umane, di un pizzico di fortuna. Io la mia fortuna l’ho avuta: quella di avere collaboratori come Voi.
Umberto Nordio