Testimoniare fede e virtù: la difficile missione di Cl

Anni fa, senza che scoppiasse una guerra guerreggiata, si era provocata una scissione non esigua nella comunità cristiana. Su internet si può trovare l’anno di fondazione dell’Azione Cattolica nel 1916: una associazione che nel suo primo periodo di vita svolgeva un’attività di formazione prevalentemente spirituale, la cui finalità era la maturazione della vita cristiana con una particolare accentuazione sull’aspetto apostolico.
Col passare del tempo crebbero altre aggregazioni ecclesiali di diverso tipo. I gruppi Scout che, con la educazione prevalentemente religiosa, tendevano a far crescere la persona umana nella sua globalità, sport e gioco compreso. Con lo scoutismo si manifestava il gruppo dei Focolarini, che esprimeva una spiritualità profondamente religiosa e gradualmente nascevano altre formazioni, dai Pentecostali ai Neocatecumenali e così via.
Da una situazione abbastanza unitaria e omogenea si passava a una condizione di pluralismo dove i gruppi ecclesiali sembravano prendere un sopravvento di importanza. Per non parlare delle diverse aggregazioni religiose orientate soprattutto e quasi esclusivamente alle manifestazioni soprattutto liturgiche. E senza includere i credenti più usuali, e non meno importanti, viventi nelle parrocchie e negli oratori. Non si può ignorare una qualche difficoltà di accordo tra le varie formazioni cattoliche.
Una novità di tutto rilievo si ha con la formazione di Comunione e Liberazione a opera di Don Luigi Giussani, professore di Teologia nel Seminario di Venegono e in seguito nell’Università Cattolica. La «Fraternità di Comunione e Liberazione» ottiene il riconoscimento nella persona giuridica l’11 luglio 1980 dall’Abate Ordinario di Montecassino Mons. Martino Matronola e sotto gli auspici del Patriarca San Benedetto a cui si sono ispirati i gruppi adulti fin dal primo periodo della loro formazione apostolica e missionaria. L’Associazione si propone, oltre a una più intensa formazione spirituale degli associati, l’annuncio e la catechesi capillari, la celebrazione frequente dei sacramenti, il lavoro nel campo della cultura e nei mezzi di comunicazione sociale, come approfondimento ed espressione della propria fede e come servizio gratuito dell’altro, l’impegno missionario come scelta vocazionale in tutti gli ambienti della vita usuale.
Il 16 gennaio 1982 l’allora Santo Padre Giovanni Paolo II dichiara Cl associazione di Diritto pontificio: «Auspichiamo vivamente che sotto la protezione della Vergine Maria, Madre della Chiesa e del Patriarca San Benedetto, patrono di Europa e della Fraternità di Cl, i singoli membri e tutta la Fraternità diano chiara testimonianza della fede, esempi di pietà e di virtù in modo da costituire sempre e ovunque operoso fermento di apostolato a bene dell’uomo». Non sfugga la data del 16 gennaio 1982: segna 25 anni di vita attiva e operosa di Cl.
Oggi il Santo Padre ha invitato in udienza i membri di Comunione e Liberazione a Roma per un incontro di riconoscimento e di preghiera. L’udienza dal Santo Padre, come dice Don Carron, significa questo: «Il nostro gesto vuole essere un riconoscimento di ciò che il Papa rappresenta per la nostra vita e un’espressione del nostro desiderio di seguirlo. Andare a Roma è un segno di adesione semplice e totale alla sua persona e al suo magistero, di cui siamo tanto grati».
*Vescovo emerito di Como