Dal testo della delibera spariscono i riferimenti alla Cina

È sparito quasi ogni riferimento alla Cina, ai comunisti e all’invasione del Tibet nel 1949. Ma nonostante questo, nemmeno la delibera nella sua seconda versione è riuscita ad arrivare ai voti in consiglio comunale. A “ripulire” il testo il lavorìo diplomatico con il gabinetto del sindaco, che è intervenuto più volte sul testo della delibera (in particolare, il labor limae è stato affidato all’ufficio relazioni istituzionali). La prima versione della delibera, di cui erano primi firmatari il pdl Matteo Forte e il leghista Luca Lepore, parlava di «dominio cinese» e «genocidio culturale», ricordava «l’invasione comunista del Tibet nel 1949, sfociata nell’annessione della regione alla Repubblica popolare di Mao Tse-tung». Inoltre, si citava la relazione di una commissione internazionale di giuristi secondo la quale «i comunisti mettono in atto in Tibet degli atti di genocidio, nel tentativo di distruggere i tibetani come gruppo religioso». Molto più morbida la versione che ieri comunque è stata sospesa, dove si parla solo di «pacifica coabitazione tra la popolazione tibetana e cinese».