Tettamanzi «La crisi? Ci pensino anche le istituzioni»

«L’esperienza mi dice che la crisi è più radicata e diffusa di quello che appare sui giornali», lo ha detto l’arcivescovo Dionigi Tettamanzi intervistato da Famiglia cristiana ribadendo con forza la necessità che «nessuno deve essere abbandonato». «Visitando la diocesi molti fedeli mi raccontano del timore del lavoro che rischiano di perdere o hanno perso. La paura più grande è per il futuro della propria famiglia».
Il Fondo nato per sostenere chi ha perso il lavoro in seguito alla crisi non basta, «anche le istituzioni devono fare la propria parte. Se tutti - istituzioni, imprese, credito, volontariato, comunità cristiane, famiglie - faranno la propria parte, nessuno cadrà nell’indigenza». Poi il cardinale si rivolge agli imprenditori: «Essere imprenditore è una forma di servizio. Un imprenditore vero sa che la crisi non è un imprevisto, ma una variabile che prima o poi entra in gioco».