Tettamanzi dà le regole ai giovani: «Scegliete una vita bella e seria»

Qualcuno con le mani sudate, qualcun altro con la voce strozzata, qualcuno riparandosi dietro il compagno più coraggioso. In quei tre, cinque fogli scritti al computer - che alle 18 di ieri hanno consegnato al cardinale - c’è il loro impegno per la vita. Chi voglio diventare da grande? Come mi comporterò con me stesso e con gli altri? Come vivrò la fede? Erano in ottocento, i ragazzi di 19 anni, che hanno affollato la basilica di Sant’Ambrogio da tutta la diocesi e affidato al cardinale la propria «Regola di vita». Una sorta di rito di passaggio per dire addio all’adolescenza e entrare a pieno titolo nel mondo dei giovani. Ovvero dei più predisposti a cambiare marcia alla storia. «Come vivrò?» «Ce la farò?» «Sto dubitando della mia fede ma forse è meglio così perchè posso capire a che punto sono del mio cammino». «Tu mi conosci, Signore, sai quanto sono insicura, eppure con il passare degli anni mi sto accorgendo della tua presenza nei gesti quotidiani di chi mi sta vicino...».
C’è un po’ di tutto in questi ottocento cuori aperti come altrettanti libri: grinta, fede, preghiere, insicurezze-certezze, riflessioni, domande. Il cardinale Tettamanzi, ha promesso, di leggere i fogli fino all’ultima riga «per capire meglio cosa pensano i giovani», ciascuno di loro riceverà a casa una personale risposta.
La cerimonia è avvenuta durante i Vespri, preceduta da un momento di preghiera. E seguita dall’incoraggiamento dell’arcivescovo: «Ragazzi, scegliete una vita bella e seria, i due aggettivi devono viaggiare insieme. Perchè la vita bella è quella responsabile. Darsi una regola di vita significa vivere con responsabilità, il contrario dell’infelicità». E ancora: «La regola serve a gestire la vita con serietà e bellezza».
Dopo la benedizione, il «rito di passaggio» si è concluso in Duomo, dove assieme a ragazzi di ogni età (non solo i diciannovenni) si è svolta la veglia di preghiera nella «Redditio Symboli» (ossia il momento dell’annuncio pubblico della propria fede). Il cardinale ha commentato il brano di Gesù dodicenne nel tempio che si allontana dai genitori «per occuparsi delle cose del Padre». «Può capitare anche a un giovane di prendere una strada che lo porta lontano dal Signore - ha detto Tettamanzi - All’inizio tutto sembra come prima ma c’è un vuoto: l’assenza di Gesù. Vi invito a ripensare alle radici della vostra vita cristiana, a riscoprire la ricchezza di quanto avete ricevuto». Infine un richiamo alle parole del Papa: «Siate critici, non andate dietro all’onda dei mass-media. Non abbiate paura della strada controcorrente».