Tettamanzi in Duomo altri due anni. "Sacerdoti, ora aiutate i terremotati"

Benedetto XVI rimanda la "pensione" dell’arcivescovo. La città si
congratula Il cardinale ha lavato i piedi ai volontari che gestiscono
il fondo anti-crisi. Le offerte della funzione di ieri saranno inviate direttamente all’Aquila

Il cardinale Dionigi Tettamanzi resterà arcivescovo di Milano almeno per altri due anni anche se ha già compiuto 75 anni, l’età in cui il diritto canonico prevede si rassegnino le dimissioni. La decisione di papa Benedetto XVI è stata annunciata ieri mattina durante la messa crismale dal vicario generale, monsignor Carlo Maria Redaelli, che ha letto un messaggio inviato dal nunzio apostolico in Italia Giuseppe Bertello. I sacerdoti presenti in Duomo hanno accolto la notizia con un lungo applauso che ha strappato un sorriso all’arcivescovo.
Il cardinale ha rassegnato le sue dimissioni l’11 marzo, in proposito Bertello ha risposto che «il Santo Padre Benedetto XVI ha accolto “donec aliter provideatur”(ossia finchè non si provveda altrimenti) le sue dimissioni, disponendo inoltre che vostra eminenza possa continuare ancora per due anni nel governo dell’arcidiocesi». Questo significa che il cardinal Tettamanzi resterà almeno altri due anni in carica, con la possibilità però di continuare anche in seguito fino a quando il Papa non provvederà altrimenti. E molti sono stati i politici milanesi che hanno apprezzato la decisione del Santo Padre. Il sindaco ha espresso le sue felicitazioni «perchè la nostra città ha ancora bisogno della Sua parola e del Suo esempio. Le vogliamo bene - ha concluso la Moratti - siamo felici e commossi che Lei rimanga con noi».
Formigoni ha ringraziato il Papa e inviato gli auguri al cardinale «punto di riferimento per l’intera Lombardia grazie al legame che ha saputo costruire con i cittadini, credenti e non e con le istituzioni». Guido Podestà, coordinatore regionale del Pdl e candidato alla Provincia ha sottolineato l’attenzione particolare che Tettamanzi ha sempre avuto «verso gli ultimi e i più bisognosi, a conferma del suo ruolo di guida spirituale di tutti i milanesi»
L’appello ai preti e ai fedeli
L’arcivescovo ha chiesto gesti di generosità per le persone colpite dal terremoto, come si fa «in una sola grande famiglia: chiedo che tutte le nostre comunità cristiane aderiscano con prontezza alla colletta nazionale promossa della Conferenza episcopale italiana per la domenica in Albis del 19 aprile».
Durante la messa crismale Tettamanzi si è rivolto anche ai sacerdoti, un migliaio, chiedendo loro «di contribuire ai bisogni dei nostri confratelli abruzzesi - nella prova insieme con le loro comunità - con una preghiera più e con una cospicua offerta economica». Le offerte della Messa verranno mandate all’arcivescovo dell’Aquila.
La lavanda dei piedi
Nel tardo pomeriggio, sempre in Duomo, il cardinale ha celebrato la Messa in Coena Domini che è stata preceduta dalla lavanda dei piedi. Quest’anno Tettamanzi ha scelto di lavare i piedi a 12 volontari, in rappresentanza dei 402 operatori che stanno lavorando nelle parrocchie o alla caritas per assegnare i contributi del Fondo famiglia-lavoro. «Ho lavato i piedi a loro per dire del desiderio mio e di tutta la nostra chiesa di essere al servizio di chi soffre gli effetti della crisi economica - ha spiegato il cardinale - La raccolta fondi va avanti bene, sono stati assegnati i primi sei contributi, ma determinante sarà lo stile con il quale compiamo i nostri gesti: devono sempre riproporre “quel” gesto d’amore del maestro».