Tettamanzi e Scola hanno scelto l’arte per l’Evangeliario

La Chiesa ambrosiana come quella del Medioevo e del Rinascimento: committente di arte sacra ai pittori d’avanguardia perché «la Salvezza o è contemporanea o non è», e per «parlare» della «bellezza della Verità» non solo ai fedeli «ma anche a quelli che sono diversamente credenti e a quelli che si dicono agnostici o atei».
Così ieri l’arcivescovo Angelo Scola e il cardinale Dionigi Tettamanzi, insime, hanno presentato il nuovo Evangeliario ambrosiano.
Il libro liturgico più solenne, destinato alle letture del Vangelo nelle celebrazioni in Duomo, è stato voluto come un’opera d’arte contemporanea collettiva, con 73 tavole originali realizzate da sei artisti per illustrare anche attraverso le immagini le principali pagine evangeliche.