Tettamanzi: «La finanza? Deve solo servire l’uomo»

«L’attività finanziaria deve avere l’uomo come fondamentale e imprescindibile criterio... Non è mai contro l’uomo, ma è sempre a favore dell’uomo e della sua promozione».
Sono parole pronunciate il 24 novembre del 2003 dall’arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi al Centro Congressi della Cariplo ad un convegno sugli orientamenti morali per un corretto operare nel credito e nella finanza, e oggi riproposte, alla luce della crisi finanziaria mondiale, sul sito della diocesi milanese.
Tettamanzi, nel suo intervento, partiva dall’osservazione che trattandosi di un ambito ampio, diffuso, articolato, e tecnologicamente innovativo, l’ atteggiamento da assumere nei riguardi della finanza deve essere quello della consapevolezza «della sua elevata problematicità, ossia degli interrogativi di grande portata che da esso scaturiscono».
A questo proposito faceva esempi specifici che sembrano di particolare attualità: «Si pensi, ad alcune caratteristiche dei prodotti finanziari oggi di vastissimo utilizzo: come l’ lor immaterialità, che rende agevoli e immediati anche ingenti trasferimenti di capitale con le inevitali conseguenze che ne derivano».