Tettamanzi ordina 26 diaconi: «Siete un dono»

Ieri mattina in Duomo l’Arcivescovo cardinale Dionigi Tettamanzi ha ordinato 26 diaconi. La Messa è stata concelebrata da 300 sacerdoti alla presenza di oltre 6mila persone che hanno gremito la cattedrale: in gran parte si trattava di fedeli della parrocchie di origine dei nuovi diaconi, dei loro familiari e dei loro amici. Diciassette dei nuovi diaconi sono giovani della Diocesi di Milano, studenti di Teologia presso il Seminario di Venegono. Hanno vissuto così l’ultima importante «tappa» prima di essere ordinati sacerdoti il prossimo 11 giugno 2011. Cinque sono invece sono giovani appartenenti all’Istituto Missionario Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere) e 1 all’ordine dei Carmelitani Scalzi. Anche per loro l’ordinazione diaconale è il penultimo passaggio prima di diventare sacerdoti. Gli altri 3 ordinati sono «diaconi permanenti». Si tratta di uomini celibi o sposati che, accanto all’impegno per la famiglia e la professione, saranno poi attivi nelle parrocchie per annunciare la Parola di Dio e per il ministero della carità. Nell’omelia, Tettamanzi ha parlato di un «momento di grazia» e dei diaconi come «dono per tutti noi». E ancora: «La coscienza limpida e vigile di dimorare in Dio- ha spiegato il cardinale- farà nascere l’anelito missionario e crescere la passione per la salvezza di tutti gli uomini». È questo un passaggio dell’omelia di Dionigi Tettamanzi, durante la Messa per l’ ordinazione. Tettamanzi ha parlato delle «gravi sfide che la vita quotidiana pone oggi a noi battezzati e ministri del Signore» di fronte alle «non poche paure che spesso scuotono il nostro cuore, talvolta sino a generare angoscia, un’angoscia che ci paralizza e ci fa rinunciatari di fronte alle esigenze della sequela di Cristo e del suo Vangelo».In un altro passaggio l’arcivescovo di Milano ha citato la «forza prorompente che ci porta a farci servi dei nostri fratelli, a cominciare da quanti sono nel disagio, nella povertà, nella paura, nella solitudine, nella disperazione, diventando così per tutti loro missionari e testimoni di speranza».
«Questa - ha proseguito - è la vostra missione, carissimi diaconi: il servizio d’amore ai fratelli perchè possano tutti dimorare in Dio e in lui trovare fiducia e speranza, sicurezza e pace, serenità e gioia. Questo servizio è qualcosa di umile e di grande».