Per Tettamanzi una Pasqua tra i carcerati

Domani l’arcivescovo celebrerà la Messa tra i detenuti del penitenziario di Opera Poi il solenne Pontificale in Duomo e alle 16 i Vespri

«Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?». Per commentare la liturgia del Venerdì santo l’arcivescovo Dionigi Tettamanzi ha scelto le parole pronunciate da Gesù poco prima di morire sulla Croce. «Questo grido continua a risuonare nella storia del mondo travolto dall’impossibilità di trovare spiegazione ai perché che salgono dalle più tragiche situazioni di ingiustizia e di sofferenza che colpiscono i singoli e i popoli» ha detto il Cardinale. «Ed ecco l’atto di fede, l’impossibile che si compie: Gesù che si abbandona fiducioso al Padre e al suo amore. Tutti siamo chiamati a poter dire come Gesù “sia fatta la tua volontà”». Il cardinale ha invitato i fedeli - riuniti a centinaia in Duomo nel pomeriggio - alla sua preghiera corale: «Aiutaci Gesù, soprattutto quando il nostro spirito è provato da difficoltà e drammi insormontabili che sconvolgono l’esistenza personale, familiare e sociale, non a chiedere a Dio “se è possibile passi da me questo calice” ma anche a pronunciare con coraggio e abbandono filiale, le tue stesse parole “Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà!”». La celebrazione della Passione si è aperta con il rito della luce: l’accensione graduale dei lumi per rievocare il rischiarare delle tenebre e la vittoria del Signore della morte sul peccato. Dopo la lettura del Vangelo di Matteo il Duomo si è spento per ricordare il buio al momento della crocifissione.
Dopo l’omelia il Cardinale si è spostato sul fondo della Cattedrale dove ha iniziato la solenne adorazione della Croce. Il Crocifisso in legno dorato, in via crucis nella navata centrale, è stato depositato vicino all’altare dove una ventina di cavalieri dell’Ordine di Malta e laici si sono inginocchiati a rendere omaggio. Ma è oggi che si celebra la «madre di tutte le veglie», il cuore della liturgia della Chiesa, ossia la solenne veglia di Resurrezione. Alle 21 in Duomo verrà conferito il battesimo a dieci catecumeni, quegli adulti che hanno iniziato il cammino di catechesi per diventare cristiani. Sono un centinaio in tutta la diocesi i catecumeni che verranno battezzati, nelle varie parrocchie, durante la veglia di Resurrezione. Il momento clou della Messa è quando il Cardinale pronuncerà a voce alta per tre volte la frase «Cristo Signore è risorto!», spostandosi sui tre angoli dell’altare. È un grido gioioso, sottolineato dalla musica dell’organo e dal coro dei fedeli che intonerà l’Alleluja. Il canto soffocato in tutto il periodo di quaresima esplode ora travolgente.
Domani l’Arcivescovo celebrerà la messa pasquale al carcere di Opera, alle 11 in Duomo il solenne Pontificale di Pasqua. Alle 16, sempre in Duomo, i Vespri.