Tettamanzi: questione morale ancora presente "Tangentopoli non ha insegnato nulla"

Il cardinale ad Ancona per il Congresso eucaristico parla degli scandali che hanno coinvolto politici e amministratori e dice: "Gli anni della cosiddetta Tangentopoli pare che qui non abbiano
insegnato nulla, visto che purtroppo la questione morale è sempre d’attualità"

Ancona - "Gli anni della cosiddetta Tangentopoli pare che qui non abbiano insegnato nulla, visto che purtroppo la questione morale è sempre d’attualità". Ad Ancona per il Congresso Eucaristico, il cardinale Dionigi Tettamanzi - che lascerà domani la guida della diocesi di Milano - ha affidato a Famiglia Cristiana questa amara costatazione. "A Milano - racconta il porporato - ho trovato una Chiesa forte, una tradizione viva, ricca di fede e di umanità. Ho trovato in città una marcata propensione al dialogo, un’apertura mentale, culturale e spirituale che alcuni venti avversi, spirati violentemente in questi anni, non sono riusciti a sradicare.

Nessun cambiamento a livello etico Tanti i cambiamenti, invece, ma da leggere in modo accorto: il progressivo impoverimento economico delle famiglie, ma al tempo stesso l’aumento della pratica della solidarietà; la crescente disaffezione verso la politica e l’aumentata voglia di "dire la propria" sulla città; il peggioramento di alcune prospettive di stabilità per il lavoro dei giovani ma, insieme, le accresciute opportunità formative e culturali; l’aumento del numero degli immigrati e la crescente incapacità a farli sentire protagonisti della società; l’aumento della ricchezza per pochi, l’indebitamento crescente per molti". Il porporato annovera tra i cambiamenti ancyhe il «Fondo Famiglia», e sottolinea che «solidarietà, integrazione e sobrietà sono le parole-chiave nonchè l’impronta di una Chiesa che necessita di essere radicata in Cristo, che metta lui e non l’organizzazione o il successo mondano al centro». Alla luce di questo pensiero, dice, «ho cercato di servire il Vangelo e di fare della Parola del Signore la bussola e la guida del mio episcopato. Ci sono stati momenti di difficoltà, fatiche anche. Ma il vescovo deve avere il coraggio e la libertà di dire quel che pensa sia giusto, quel che dice il Vangelo, senza temere le critiche". Ma poi amaramente ammette: "quello che non è cambiato è il livello etico" testimoniato dagli scandali che coinvolgono politici e amministratori.