Tettamanzi: "La risposta ai rom non può essere solo la forza"

In tema di immigrazione &quot;la risposta della città e delle istituzioni alla presenza dei rom non può essere l’azione di forza, senza alternative e prospettive, senza finalità costruttive&quot;. A sostenerlo l’arcivescovo di Milano, cardinal Dionigi Tettamanzi<br />

Milano - In tema di immigrazione "la risposta della città e delle istituzioni alla presenza dei rom non può essere l’azione di forza, senza alternative e prospettive, senza finalità costruttive". A sostenerlo, nel suo discorso alla città per la vigilia di Sant’Ambrogio, è l’arcivescovo di Milano, cardinal Dionigi Tettamanzi. Per questo, osserva il porporato, "la chiesa di Milano, il volontariato e altre forze positive della città hanno dimostrato, e rinnovano, la propria disponibilità per costruire un percorso di integrazione. Non possiamo, per il bene di tutta la città, assumerci la responsabilità di distruggere ogni volta la tela del dialogo e dell’accoglienza nella legalità che pazientemente alcuni vogliono tessere". A giudizio dell’arcivescovo milanese, «sono innumerevoli coloro che nella vita quotidiana tengono gli occhi aperti alle necessità degli altri: attenzioni - commenta - che si concretizzano in piccoli gesti e segni di prossimità, ma che, considerati tutti insieme, portano uno straordinario beneficio a tantissime persone per il loro equilibrio, per il loro benessere, assorbendo tanta fatica che, altrimenti, appesantirebbe la vita di molte persone e della città nel suo insieme. Senza questi angeli della quotidianità conclude - la vita a Milano sarebbe per tanti sicuramente più difficile".