«Il tetto imposto sui farmaci penalizza medici e pazienti»

Cesare Cursi: «Un diktat tutto da rivedere»

Antonella Aldrighetti

L’impopolare provvedimento «taglia farmaci» che si è concretizzato assegnando a ogni assistito del Lazio, di sana e robusta costituzione o malato cronico che sia, un corrispettivo mensile massimo di 15 euro non poteva passare inosservato agli occhi del dicastero della Salute. «L’indicazione del tetto di spesa farmaceutica che risponde a criteri di appropriatezza e razionalizzazione, almeno così come è stato congegnato dalla giunta Marrazzo, non è accompagnato da procedure di prescrizione sia dal coinvolgimento dei medici di medicina generale che dai pediatri di libera scelta - sostiene il sottosegretario alla Salute Cesare Cursi commentando la disposizione regionale che regola la spesa farmaceutica fissata per ogni assistito -. È un’imposizione calata dall’alto senza che ci sia stata una reale e capillare verifica sul territorio: azienda sanitaria per azienda sanitaria, distretto per distretto, ospedale per ospedale. L’analisi invece doveva essere fatta senza tralasciare nessuno degli indicatori di spesa su tutto il territorio». Visto invece il metodo «alla buona» utilizzato dalla maggioranza ulivista, il risultato, non poteva che suscitare polemiche contando pure che, all’esponente di An, non c’è voluto molto a individuare la tecnica utilizzata dall’assessorato regionale alla sanità per arrivare a calmierare il tetto.
«La disposizione della giunta Marrazzo ha semplicemente dato seguito al limite del 13 per cento sulla spesa farmaceutica imposto dal governo alle regioni, ma non ha considerato le variabili che lo compongono: ha solo diviso il budget per i 5milioni di residenti alterandone metodi e risultanze - spiega Cursi -. Capisco che potrebbe essere la buona intenzione di risparmiare ma bisogna trovare un criterio di coinvolgimento mirato tra Asl e medici di famiglia che non penalizzi il cittadino». Una precisazione disinteressata quella del sottosegretario alla Salute, peraltro nell’ultima tornata elettorale eletto al Senato nel collegio del Lazio, che suona come un consiglio da chi ormai il mondo sanitario lo conosce a menadito. Chissà se la giunta di Piero Marrazzo avrà voglia di prenderlo in esame. A sentire Cursi si può risparmiare sulla farmaceutica ma «stando così le cose, si dovrà spiegare che la giunta Marrazzo vuole risparmiare sul diritto alla salute». Quest’ultimo sarà il compito precipuo dei medici di famiglia. Un compito ingrato al quale però dovranno tener fede visto che è fissato tra i «doveri» del contratto territoriale siglato lo scorso 23 marzo. Tra le tante direttive da seguire c’è infatti scritto a chiare note che «i medici di medicina generale sono tenuti a informare i propri assistiti sulle limitazioni di legge relativamente alle concedibilità dei farmaci», operazione nella quale «sono supportati dalle aziende Asl per la predisposizione di materiale informativo». Basterà a produrre l’effetto desiderato? Sufficiente o meno che sia, all’assessore alla Sanità Augusto Battaglia poco importa, per la ragione che la sinistra regionale ci ha messo poco a imporre un altro vincolo. Eccolo: «Per migliorare l’appropriatezza delle prescrizioni, la regione, si impegna a inviare ogni 3 mesi a ciascun medico prescrittore l’analisi dettagliata dei consumi e della spesa compresa l’indicazione dei valori medi regionali».