Tevere degradato: qualcosa si muove

Sta per essere rimossa la carcassa arrugginita della «Nave della Libertà», la vecchia Liberty della seconda guerra mondiale rimasta abbandonata nelle secche del Tevere da oltre 60 anni. Millequattrocento tonnellate di ferraglia, che in tutto questo tempo hanno contribuito a inquinare le sponde del fiume all’altezza del Ponte dell’Industria, alla Magliana. «Dopo innumerevoli proteste che abbiamo organizzato nel corso degli anni per ridare dignità a quel segmento di Tevere, - annuncia Piergiorgio Benvenuti, consigliere provinciale del Pdl - questa mattina è comparsa una gru che fa ben sperare nella conclusione dei lavori».
L’imbarcazione si era parzialmente inabissata alcuni anni fa durante l’ultima piena. Poi nel 2007 era stato appaltato a una ditta il restauro del Ponte dell’Industria, meglio noto come «Ponte di Ferro». Ci si aspettava che con l’occasione venisse anche rimosso il relitto dal fondale del fiume. I lavori però alla fine erano stati sospesi. Lasciando disseminati sulle sponde innumerevoli detriti ferrosi. «Ci siamo chiesti più volte, - prosegue Benvenuti - se i lavori erano stati conclusi davvero in questo modo, lasciando il relitto ben visibile sul fiume, proprio accanto alla pista ciclabile, oppure se sarebbero stati ripresi». Ieri la risposta, con la agognata comparsa del lungo braccio meccanico posizionato proprio sopra la vecchia carcassa arrugginita degli anni ’40. «I lavori stanno ormai per riprendere - sospira il consigliere del Pdl -. Ma vorrei ricevere informazioni dagli organi preposti al controllo del fiume per conoscere i tempi di realizzazione della riqualificazione dell’intera area».
Quel tratto di golena del Tevere è affascinante, posto fra l’antico porto romano, il Gazometro e il complesso San Michele. Oggi, accanto al Ponte c’è una discarica di ferro vecchio, carcasse di auto e baracche di rom. Naturalmente gli amanti delle due ruote si tengono lontani da quel tratto di ciclabile.