Il Tevere in piena, la città in allerta

Alessia Marani

Danni per quaranta milioni di euro nella Tuscia, colpita dalla seconda alluvione in meno di due settimane, Tevere in piena e già esondato a Magliano Sabina, provocando allagamenti, smottamenti e frane. Da due giorni, poi, una trentina di famiglie sono state evacuate all’Idroscalo di Ostia (dove il vento di libeccio che soffia dal mare fa da tappo al fiume) e da ieri pomeriggio, ospiti di strutture alberghiere, sono anche altri ottanta nuclei del Passo della Sentinella, il suggestivo «villaggio popolare» di baracche e bilancioni che sorge sulla sponda opposta del fiume, a Fiumicino. «Una misura precauzionale - sottolinea il sindaco del comune tirrenico, Mario Canapini - ma non c’è alcun reale pericolo per il paese, né per l’aeroporto». Nel pomeriggio una prima esondazione di lieve entità ha colpito la zona, ma il peggio si prevede tra la notte appena passata e la giornata di domani quando a Roma dovrebbe arrivare la seconda ondata di piena, fino a toccare quota 14 metri. Livelli storici per il Tevere. Una giornata col fiato sospeso quella di ieri per i romani. Gli sguardi fissi sul corso del fiume che intorno alle 18 ha segnato i 12 metri all’idrometro di Ripetta. Ed erano vent’anni che non succedeva. Una «piena diluita» come l’hanno ribattezzata gli esperti. «Il fiume si è ingrossato per le abbondanti piogge degli ultimi giorni - ha spiegato Guido Bertolaso, capo della Protezione civile - e per la neve disciolta a monte. La decisione di aprire la diga di Corbara, in Umbria, ha impedito che due piene (una di origine umbra, l’altra data da un affluente che dalla Toscana arriva fino al Lazio) fosse di entità ancora maggiore». Per dare riparo a un centinaio di extracomunitari e senzatetto che di solito dimorano nelle bidonville lungo gli argini del Tevere, sono state aperte nella notte le stazioni Lepanto, Flaminio, Piramide, Ottaviano e Termini. Volontari e uomini del pronto intervento emergenze hanno predisposto trenta idrovore e gruppi elettrogeni, un’unità di crisi per il coordinamento delle operazioni è attiva presso la Regione. «Tuttavia - precisa Bertolaso - non si può parlare di stato d’emergenza, ma d’allerta. La situazione è sotto controllo». Attualmente i mezzi della Protezione civile presidiano i punti in cui gli argini sono più bassi come Ponte Milvio e la zona della Magliana. Un battello è semiaffondato a Ponte Cavour, la navigazione sul fiume è sospesa. I veri problemi, secondo i tecnici, potrebbero verificarsi a Piana del Sole, nei pressi di Ponte Galeria, ma soprattutto a Ostia e Fiumicino. Ingenti i danni nella provincia di Rieti. Flagellati dal maltempo la frazione Cupaello del capoluogo reatino, in particolare i comuni di Torricella in Sabina, Poggio Catino, Cantalupo, Cittaducale. A Pendenza è stato necessario rimuovere la campana della chiesa. È ancora emergenza per l’esondazione del lago artificiale di Baccelli di Fara Sabina, che sta provocando panico tra la popolazione per lo smottamento che, nel tardo pomeriggio di ieri, ha bloccato una strada interna e per i potenziali danni alle abitazioni che circondano il lago. «Pioggia e vento hanno provocato cadute di alberi, smottamenti, allagamenti e frane in decine di punti dei 1.500 chilometri della rete stradale provinciale - ha comunicato in una nota la Provincia di Rieti -. La zona maggiormente colpita dal maltempo è stata la Bassa Sabina». Non va meglio a Tarquinia, litorale Nord. «Non abbiamo nemmeno fatto in tempo a stilare il bilancio della devastazione del 15 novembre, pari a circa 14 milioni di euro - dice il sindaco Alessandro Giulivi - che ci troviamo di nuovo in ginocchio. Servono interventi straordinari».