Tevere, le promesse di Veltroni sono rimaste tutte sulla carta

Ascensori e teleferiche per riconquistare il Tevere ai Romani. Una tappa spettacolare del sogno propagandistico di Veltroni di trasformare il Tevere nella Senna sotto il Cupolone. Annunciate da anni e già finanziate, queste opere sono rimaste sulla carta dei progetti e dei giornali che riportavano con tutta evidenza le trovate propagandistiche del Campidoglio. Era il maggio 2002 quando l’assessore all'urbanistica Roberto Morassut, firmando un protocollo d'intesa con l'Autorità di bacino, annunciò, oltre alla costruzione di nuovi ponti (mai realizzata), una teleferica, una «salita meccanizzata» per raggiungere il Gianicolo dal fiume, all'altezza della Lungara. «Tra le nostre priorità - spiegava allora l’architetto Carlo Gasparrini, uno dei progettisti della “Senna dei romani” - un bellissimo percorso turistico, la risalita panoramica del Gianicolo con un particolare ascensore, a basso impatto ambientale, lungo un tracciato diagonale. Sarà possibile arrivare al Fontanone dal parcheggio Gianicolo, passando per l'ospedale Bambin Gesù. Altrettanto interessante il collegamento dell'Aventino, il Giardino degli aranci con il Tevere sempre tramite un ascensore, ma interno al colle». Considerati progetti pilota e in avanzata fase di studio, ne era previsto il finanziamento all'interno del grande intervento di recupero del fiume da 15 milioni di euro. Ma dopo cinque anni quel che resta di questi due grandiosi collegamenti è la cabinovia sul Tevere (collegamento tra via dell'Impruneta e la stazione Magliana della linea B della metropolitana e della Roma-Lido, 650 metri di lunghezza, 32 cabine, 12 milioni di euro, inizio lavori entro la prima metà del 2008).
I quattro ascensori tutti di vetro da costruire all'altezza delle stazioni dei battelli per navigare sul Tevere erano finanziati con 900 mila euro, messi a disposizione dalla Provincia. «Così sarà più facile raggiungere le banchine - aveva dichiarato l'assessore all'Ambiente Dario Esposito nel maggio del 2005 - e rendere il fiume accessibile». Le quattro «scatole di vetro» avrebbero dovuto fare la loro apparizione in «luoghi-cartolina, dove il fiume incontra la storia della città» e cioè: davanti a Castel Sant'Angelo, di fronte a Ponte Cavour, verso l'Isola Tiberina e in un punto più a nord, all'altezza dello Stadio Olimpico. Sarebbe stato così più facile per per romani e turisti raggiungere gli «imbarcaderos» e le spiagge artificiali con sdraio, docce e ombrelloni, da realizzare come a Parigi sulla Senna.
«Ora faremo le gare e in un anno gli ascensori, già approvati dalla soprintendenza - promise Esposito - diventeranno una realtà». Ma degli ascensori come tutti possono vedere non c'è alcuna traccia.