Tevez, Balotelli, Kakà: i prigionieri del mercato

Ingaggi altissimi, cartellini costosi, richieste esagerate così molti big non possono svincolarsi dalle loro squadre. E Sneijder ci riprova: l'interista aveva chiesto la luna allo United. Adesso cala le pretese

In "Fuga per la vittoria" il prigioniero di guerra Pelé scavava un tunnel per scappare dai campi di lavoro nazisti. E con lui c'erano campioni del calibro di Bobby Moore, Ardiles, Van Himst, Deyna. Tutti prestati eccezionalmente al cinema per il capolavoro di John Huston.

Altri tempi. E forse altri uomini. A rendere "schiavi" le star pallonare di oggi, invece, sono i contratti milionari. Perché una prigione d'oro è pur sempre una prigione. Lo sa bene Carlos Tevez, attaccante argentino del ricchissimo Manchester City. Guadagna circa 8 milioni di euro all'anno, ma non è felice in Inghilterra. Così si è messo da solo sul mercato. Roberto Mancini ne ha preso atto a malincuore. Ok anche senza l'Apache, basta che qualcuno paghi 40 milioni di euro. E qui sono nati i problemi: nessuno sembra disposto a versare al City i soldi richiesti. Così Tevez è ancora a Eastlands e rischia di rimanerci controvoglia anche dopo il 31 agosto. A meno che gli sceicchi, esasperati, non lo mollino in prestito all'Inter di Moratti.
Stessa squadra, stessa città, stessa storia.

Deve essere proprio brutta Manchester se i milionari non vedono l'ora di lasciarla. A Mario Balotelli di sicuro non piace. Colpa della pioggia, dei paparazzi e dei vigili urbani. «Mi mancano Brescia e l'Italia», ha detto Supermario. Il Milan lo riporterebbe volentieri in serie A, ma il City, che lo ha pagato 28 milioni solo un'estate fa, non è disposto a perderlo a cuor leggero.

E a meno di sorprese dovremo abituarci a vedere il broncio del Balo, catturato in mondovisione dalle telecamere lunedì sera nel match contro lo Swansea.
Nostalgia canaglia anche per Kakà. Il brasiliano se ne era andato tra le lacrime (di coccodrillo?) due anni fa per coronare il sogno Real. Ma infortuni e panchina hanno reso un incubo la sua avventura a Madrid. Ricky farebbe carte false per tornare. Solo che il suo contratto da 9 milioni e passa di euro è proibitivo per le casse rossonere. E il prestito non è percorribile per motivi fiscali. Kakà dovrebbe perciò decurtarsi lo stipendio e convincere Galliani a pagare il cartellino all'amico Florentino Perez. Una mission impossible.

Prigioniero in Spagna è anche Giuseppe Rossi. Il bomber italo-americano era a un passo dal Barcellona. La squadra più forte del mondo, dove tutti vorrebbero giocare. Ma il Villarreal non l'ha liberato. Che delusione. Pazienza, il piano B si chiamava Juventus. Che bello tornare in Italia. E invece nisba, il presidente Roig lo ha incatenato al Sottomarino Giallo. Così Pepito si è rassegnato. Solo un miracolo firmato De Laurentiis potrebbe sottrarlo al suo destino iberico. Ma il Napoli metterà davvero sul piatto i 30 milioni richiesti dal Villarreal?

Caso strano è invece quello di Wesley Sneijder. Un mese fa l'Inter si era convinta a lasciarlo partire. Ma l'olandese ha tirato troppo la corda con il Manchester United, chiedendo la luna (220mila sterline a settimana) a sir Alex Ferguson. Che non è l'ultimo dei fessi e ha fatto presto a salutarlo. Sneijder ci è rimasto male. Anche perché nel frattempo i nerazzurri hanno fatto cassa con Eto'o e non hanno più la necessità di venderlo. Insomma, ora Wesley rischia seriamente di restare a San Siro. Anche se nei giorni scorsi, secondo fonti inglesi, avrebbe chiamato i Red Devils chiedendo perdono e dicendosi disposto ad accettare un ingaggio di 60mila sterline. Chi glielo dice ora a Moratti?