Texas e Alabama fermano il boia

da Washington

L’effetto Corte Suprema si fa sentire nelle prigioni d’America che ospitano camere della morte. Il Texas ha interrotto all’ultimo momento il conto alla rovescia per l’esecuzione di un condannato, mentre l’Alabama ha deciso un rinvio, sulla scia della decisione del massimo organo giudiziario americano di mettere le iniezioni letali sul banco degli imputati.
Martedì scorso la Corte Suprema aveva accolto un ricorso di due condannati a morte del Kentucky e deciso che, per la prima volta dal 1878, si pronuncerà sulla legittimità costituzionale di un metodo di esecuzione. I giudici di Washington dovranno dire nei prossimi mesi se il cocktail di tre sostanze, che viene iniettato nelle vene dei condannati, rappresenti una violazione dell’ottavo emendamento della Costituzione, che vieta punizioni ritenute «crudeli o inusuali».
La Corte ha posto le premesse per una sentenza storica, che non arriverà però prima della primavera. Nel frattempo, l’intero sistema della pena capitale è sotto attacco. I nove giudici di Washington per il momento hanno mandato segnali contrastanti su come intendono comportarsi da ora al giorno della loro sentenza.
In Alabama il governatore Bob Riley ha deciso giovedì di concedere un rinvio all’esecuzione di Tommy Arthur, che sarebbe dovuto morire in giornata. Ma il condannato ha poche speranze: si sta preparando una nuova procedura di iniezione letale, che non possa essere contemplata tra le punizioni «crudeli o inusuali».