Texas Ufficiale spara ai suoi soldati, strage in una base Usa

Una strage in un luogo che dovrebbe essere «sicuro» per eccellenza: una base militare. È di dodici morti e di almeno 31 feriti il sanguinoso bilancio di una sparatoria avvenuta ieri intorno alle 13.30 a Fort Hood, in Texas, la più grande base americana del mondo e uno degli hub più importanti per i soldati in entrata e in uscita dalle missioni di guerra in Irak e Afghanistan.
Ancora non chiara la dinamica degli avvenimenti. A sparare sarebbe stato un ufficiale in partenza per l’Irak, forse con l’appoggio di altri due soldati che sembra siano stati arrestati. Lui invece è stato ucciso dagli uomini della sicurezza intervenuti per fermarlo Si chiamava Hassan Malik ed era un maggiore.
L’America è sotto choc. Immediatamente informato, il presidente Obama che si trova al ministero del Territorio per una conferenza con i leader di varie tribù di nativi americani, ha parlato di «un’orribile esplosione di violenza», promettendo poi l’impegno «a fare la massima chiarezza sull’accaduto». La base di Fort Hood già in passato era stata teatro di episodi di violenza. Nel settembre 2008, un soldato di 21 anni uccise il suo tenente per poi suicidarsi. Tre mesi fa, un altro omicidio: una sparatoria scoppiata nella residenza di due soldati. Il tenente Jared Lee Battorff sparò a un suo collega durante una festa.