Tfr, il 97% dei lavoratori lo lascia all'azienda. Damiano: "Non lasciate passare il 30 giugno"

A otto giorni dal termine previsto per decidere cosa fare del trattamento di fine rapporto, la Confapi pubblica i dati: "Tra i lavoratori delle piccole e medie aziende prevale la tendenza a lasciare il Tfr ai datori di lavoro"

Roma - Il 30 giugno scadrà il termine utile per decidere come usare il trattamento di fine rapporto. Ma è già iniziato il balletto delle cifre. Ieri il Covip ha dichiarato che hanno aderito ai fondi integrativi solo 200 mila nuovi lavoratori. Mentre oggi la Confapi ha affermato che già il 97% dei lavoratori italiani ha deciso che fine far fare al proprio Tfr: resterà in azienda.

Il commento del ministero Dal ministero del Lavoro sono però già arrivati i commenti ai dati. Secondo il consulente ministeriale sul Tfr, Giovanni Pollastrini, 200.000 nuovi iscritti ai fondi pensione sono "largamente sottostimati" anche se il trend di conferimento del Tfr ai fondi pensione è "più lento del previsto". E aggiunge: "Quota 200.000 sarebbe un insuccesso. Ma comunque si tratta di una cifra non credibile che il ministero non prende in considerazione".

Il Tfr al datore di lavoro "Come avevamo previsto, tra i lavoratori delle piccole e medie imprese nostre associate ha prevalso la volontà di lasciare il Tfr al datore di lavoro", ha dichiarato il presidente di Confapi, Paolo Galassi. A otto giorni dalla scadenza per la presentazione dei moduli, "circa l’85% dei nostri dipendenti ha consegnato la documentazione e il 97% di loro ha scelto l’azienda, il 2% il fondo chiuso di categoria Fondapi e l’1% un fondo aperto".

Microimprese E sulle micro-imprese, quelle con un massimo di 9 dipendenti, Confapi parla di netto trionfo dell’impresa sui fondi: "In questo caso il 99,5% dei lavoratori ha deciso di lasciare il Tfr sul luogo di lavoro, lo 0,5% al fondo chiuso di categoria e nessuno a quello aperto". Questo in un’ottica di condivisione e di crescita comune, principi particolarmente sentiti nelle imprese più piccole, dove il rapporto tra dipendente e datore di lavoro è molto stretto.

Piccole imprese Poche differenti le scelte dei lavoratori delle piccole imprese (da 10 a 40 dipendenti): il 95% dei Tfr va alle aziende, il 4% al fondo chiuso di categoria e 1% ai fondi aperti.

La lettera del ministro Damiano Il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ha scritto una lettera aperta ai lavoratori nella quale invita a prendere una decisione entro il termine previsto. Consiglio che arriva anche da Pollastrini: "È importante decidere se lasciare il Tfr in azienda o a quale fondo destinarlo e non lasciare passare invano il termine del 30 giugno perché altrimenti si perde la possibilità di chiedere il contributo aggiuntivo del datore di lavoro".