Tfr: Maroni alla ricerca del «massimo consenso»

da Milano

Per portare a termine la riforma del Tfr serve un atteggiamento «bipartisan» che tenga conto delle esigenze di tutte le parti sociali e politiche. Per questo l'incontro della prossima settimana tra governo, sindacati e associazioni sarà fondamentale per esaminare le proposte e per cercare soluzioni condivise, anche con le banche, con le quali una soluzione «è vicina». Il ministro del Lavoro, Roberto Maroni, è rassicurante sui tempi e i modi per la modifica del decreto sul Tfr che arriverà al tavolo dei ministri a fine settembre. L'intenzione del governo, spiega, è di recepire ogni richiesta accettabile. «Senza un atteggiamento bipartisan», la riforma «non parte», ha sottolineato Maroni che, di fronte alla commissione Lavoro del Senato, ha insistito sul fatto che il governo vuole ricercare «il massimo consenso». Il governo è pronto «ad accogliere il parere della commissione» anche allungando oltre la data stabilita - il 6 agosto - i tempi necessari perchè il Parlamento esprima il suo giudizio. «Fino a fine settembre», cioè fino a quando il provvedimento non arriverà in consiglio ha spiegato Maroni, la commissione avrà il tempo di lavorare, anche alla luce dei risultati dell'incontro del 27 luglio con le parti sociali; allora il governo dirà quali proposte del sindacato saranno accettabili e subito dopo, il 28 luglio, Maroni si è impegnato a tornare in commissione. I nodi si scioglieranno entro settembre anche sul fronte bancario. Quanto all'accesso al credito da parte delle aziende, al centro delle polemiche tra imprese e banche, «sicuramente entro metà settembre una soluzione ci sarà» ha detto il ministro.