Il tg dolente di Enrico Settedisgrazie

«Oggi
è una giornata particola­re». Sarò sfortunato ma ogni volta che vedo il
tg di Mentana l’incipit è sempre drammatico, e si riferisce sempre a una
giornata speciale e fune­sta

«Oggi è una giornata particola­re». Sarò sfortunato ma ogni volta che vedo il tg di Mentana l’incipit è sempre drammatico, e si riferisce sempre a una giornata speciale e fune­sta. Dai tempi del bunga bunga ai tem­pi del borsa borsa, siamo sempre alle soglie di un disastro. Il tono è accorato, lo sguardo corruc­ciato, le labbra di Mentana sembrano reduci da una forte crisi di pianto dopo aver appreso le brutture della giornata. Ogni giorno i suoi capelli cedono al gri­gio con la stessa velocità con cui parla. Mentana incarna il Dolore Nazionale. Per carità, sappiamo bene che stia­mo messi male e l’ottimismo è fuori po­sto.

Però Mentana ti porta sull’orlo del­la disperazione, ti fa capire che siamo alla frutta e non ci resta che toglierci la vita. Non escludo che Vasco Rossi si sia ridotto in quello stato depressivo per­ché seguiva La Mentana dolente delle Venti meno meno. Sbaglia però chi sospetta che Menta­na voglia affo­ssare Berlusconi spargen­do aria cupa da fine impero. No, Menta­na lo fa per alzare gli ascolti, abbassan­do il morale degli spettatori. Il tg ansiogeno di Enrico Settedisgra­zie va forte.

Quando lui vanta il menu dei titoli del suo tg, dicendo che abbia­mo tanta roba, fresca e scottante, è un gran piazzista di ascolti, dunque un fi­glio del berlusconismo, ramo sinistri. Non discuto la sua bravura, del re­sto ho già detto che lo vedo spesso, sep­pure con la fascia nera al braccio. Però un Paese non può vivere a lungo piega­to sul suo cordoglio. Deve liberarsi del­la sindrome Mentana e andare verso la vita.