TG5, IN PIEDI E SEDUTI TRA GLI SPOT

Uno in piedi, due seduti, uno seduto. Nelle tre edizioni principali del Tg5 varia il numero dei mezzibusti e cambia anche la loro postura. Al breve elenco mancano soltanto due formazioni: 1) due in piedi, 2) uno in piedi e uno seduto. C’è sempre tempo per rimediare. Ma a guardar bene ci sono diverse altre differenze. Cominciamo da quello di mezzo, in onda alle 13. La conduttrice, mettiamo Barbara Pedri o Paola Rivetta, sorridente o mesta a seconda dell’argomento trattato, dopo un breve preambolo, gira la testa verso il partner, che so Salvo Sottile o Giuseppe Brindisi, come per dirgli: «Ho parlato abbastanza, ora tocca a te». L’altro completa il discorso interrotto e introduce il primo servizio. Tutti i servizi successivi sono invece equamente distribuiti tra i due partner. Ma il bello viene subito dopo l’inserto culinario Gusto. «Facciamo una piccola pausa» sussurra in genere lei, sciorinando il maggior numero possibile di denti. E parte una raffica di spot. Nuova inquadratura in primo piano ed ecco puntuale la beffa: «Il Tg5 finisce qui. Ma c’è un ultimo appuntamento, le previsioni del tempo». Ovvero, la pubblicità inflitta con l’imbuto. Nel tg delle 8 (del mattino) il conduttore all’impiedi, può essere Gioacchino Bonsignore o Manuela Riva, è quanto mai prodigo di gentilezze verso gli autori dei servizi, che alla fine del compitino vengono immancabilmente congedati con un «grazie». Ridicolo vezzo, difficilmente esportabile sulla carta stampata. Poi, concluso il ciclo delle notizie più importanti, il mezzobusto di corvé dice più o meno: «Ci vediamo per gli aggiornamenti con le ultime notizie». Pubblicità a valanga. Al contrario dei colleghi delle 13, il mezzobusto del mattino si tiene in serbo una notizia, ultima soltanto perché arriva dopo le altre, non certo per freschezza, ma che comunque dà allo spettatore l’illusione di non essere preso in giro. Attenzione però: in piena stagione, come dire fino a due settimane fa, dopo l’ultima notizia di cui sopra, il conduttore manda in onda un’altra raffica di spot preceduta dalla consueta manfrina: «Facciamo una pausa per la pubblicità». Poi ricompare, ma le notizie, ultime o terzultime che siano, ahinoi le ha esaurite. Infatti saluta e se ne va. Grazie al cielo nel tg più seguito, quello delle 20, la pubblicità non è così invadente, anzi è tenuta a distanza di sicurezza. Infatti Cristina Parodi o Alberto Bilà si accomiatano così: «Il tg5 finisce qui...», annuncio del programma successivo e «buonasera». Solo dopo parte una prima raffica di spot, seguita dalle previsioni del tempo, da una seconda serie di spot e, incredibile, ma vero, la sigla conclusiva del Tg5. Mah.