Thérèse Faurie

Questa suora è una della trentadue martiri di Orange, ghigliottinate durante la Rivoluzione francese. Nata a Sérignan nel 1770, a diciott’anni prese il velo tra le suore Sacramentine col nome di suor dell’Annunciazione. Neanche un anno dopo scoppiava la rivoluzione. Nel 1792 l’abolizione degli ordini religiosi costrinse la comunità a sciogliersi. Le suore avrebbero potuto tornare alle rispettive famiglie ma non vollero. Presero una casa in affitto e continuarono a seguire la regola. La Faurie a un certo punto dovette tornare a casa sua perché i tre suoi fratelli erano stati arruolati per forza nell’esercito ed erano partiti, il padre era in carcere come «sospetto» e la madre era rimasta sola con le due figlie più piccole. Mentre era a casa seppe che le sue consorelle erano state imprigionate per aver rifiutato di prestare il giuramento scismatico alla Repubblica. Malgrado le suppliche della madre, in lei prevalse il dovere della sua vocazione. Tornò dunque indietro ma fu riconosciuta e arrestata. Lo sbatterono in cella insieme alle sue compagne. Era il 1794 e Thérèse aveva solo ventiquattro anni. Anche il presidente del tribunale rivoluzionario, che pur era una carogna, la esortò a tenere conto della sua giovinezza e a prestare il giuramento detto «Libertà e Uguaglianza». Ma la Faurie rifiutò e fu su due piedi condannata a morte con tutte le altre. La sera stessa salì sulla ghigliottina, lo strumento con cui i giacobini assicuravano libertà e soprattutto uguaglianza a tutti. Anche ai membri dello stesso tribunale di Orange, che a suo tempo non sfuggirono alla lama.